Secondo uno studio sul fotovoltaico commissionato da Asso Energie Future ad I-Com (Istituto per la Competitività), in Italia, se si vorranno rispettare gli obiettivi europei, bisognerebbe al 2020 aver realizzato installazioni per almeno 9.000 Megawatt.
Le ricadute sulle tasche dei cittadini consisterebbero in un aggravio compensativo sulle bollette di circa due euro mensili per nucleo familiare, a fronte però - come precisato dagli autori del prospetto - di un cospicuo vantaggio, calcolabile in un totale di 22 miliardi euro di valore aggiunto e 45.000 nuovi posti di lavoro nei prossimi vent'anni.
Se poi si riuscisse a realizzare una filiera industriale nazionale, il valore aggiunto potrebbe salire a 110 miliardi e i posti di lavoro a 210.000, con benefici sulla finanza pubblica che, grazie all'imposizione indotta, andrebbero dai 6,6 miliardi della raccolta attuale a quasi 31 miliardi di euro in presenza di una forte industria nazionale di settore.
Il cui sviluppo, dunque, oltre a promettere come si è visto forti ritorni economici per tutto il sistema paese, porterebbe pure notevoli benefici dal punto di vista ambientale, con una riduzione delle emissioni pari a sei milioni di tonnellate, imputabili al drastico taglio (5%) dei combustibili fossili utilizzati per la generazione elettrica.
21 Gennaio 2010