Esperienze

Lazio, parte il Polo di ricerca sul fotovoltaico

Inaugurati i laboratori "Chose"; progetto finanziato dalla Regione, gruppo di ricerca coordinato dall'Università di Roma "Tor Vergata"

Sono stati inaugurati presso il Tecnopolo Tiburtino (via G. Peroni 400/402, Roma), i nuovi Laboratori di Ricerca e Sviluppo Tecnologico del Polo Solare Organico, finanziati dalla Regione Lazio, che ospitano una linea pilota per la produzione di celle solari organiche.

Il Polo Solare Organico è uno dei tre punti d'eccellenza a livello mondiale, insieme a quelli del Giappone e della Germania, per quanto riguarda la ricerca sulle nuove celle solari fotovoltaiche. Il Polo è nato circa due anni fa con un contributo di 6 milioni di euro da parte della Regione Lazio all'Università di "Tor Vergata" per la ricerca e lo sviluppo del fotovoltaico di nuova generazione di tipo organico e ibrido (organico/inorganico).

«Il fatto di aver realizzato un polo d'eccellenza a livello mondiale sulle rinnovabili sul nostro territorio ha un doppio significato: - il commento dell'assessore all'Ambiente e Cooperazione tra i Popoli della Regione, Filiberto Zaratti - il primo è quello di aver dato un primo impulso al settore dell'industria delle rinnovabili nella nostra Regione, il secondo è quello di voler aiutare il sistema paese a superare il gap tecnologico e di ricerca che possiede in questo campo».

La tecnologia si ispira al processo della fotosintesi clorofilliana, utilizzando una miscela di materiali in cui un pigmento assorbe la radiazione solare e gli altri componenti estraggono la carica per produrre elettricità.

«Nei laboratori Chose (Center for Hybrid and Organic Solar Energy ndr) - spiega il prof. Aldo Di Carlo, dipartimento di ingegneria elettronica dell'Università "Tor Vergata" - faremo uno sviluppo della fase di industrializzazione del fotovoltaico organico. Attraverso i laboratori verrà realizzato il trasferimento tecnologico verso le imprese che vogliono investire in questo settore. I laboratori sul fotovoltaico organico - continua Di Carlo - si basano su processi industrializzati simili a quelli utilizzati dall'industria per la stampa, per realizzare le celle si utilizzano infatti macchine che ricordano la serigrafia».

Dunque, essendo i materiali impiegati di basso costo e i metodi di fabbricazione molto semplici, l'industrializzazione del fotovoltaico organico permetterà una notevole riduzione dei costi.  Le celle realizzate possono essere trasparenti e colorate, prestandosi ottimamente per l'integrazione architettonica. Attualmente il gruppo di ricerca, coordinato dal Dipartimento di Ingegneria Elettronica dell'Università "Tor Vergata", è composto da oltre 30 ricercatori provenienti da varie parti del mondo.

21 Luglio 2008

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