Ad Eliopoli, nell'antico Egitto, il dio del sole era Ra e poi Aton. Surya per gli induisti, Mithra per i persiani, Inti per gli Inca, fino al greco Elio e all'orientale - e po romano - Sole Invitto.
Da sempre l'uomo è stato attratto dal Sole, la nostra provvidenziale stella ci incanta e turba al tempo stesso ormai dalla notte dei tempi. Venerato come un dio, ad ogni latitudine gli sono stati dedicati culti e templi. Almeno fino a quando il paganesimo ha retto. Offuscato, religiosamente parlando, dalla prepotenza del monoteismo si è ridimensionato al suo ruolo reale, quello di astro grazie al quale possiamo vivere. Anche in questa veste gli omaggi - soprattutto canori - non sono mancati.
L'Italia è indiscutibilmente il Paese del sole. Lo andiamo cantando a squarciagola per il mondo da diverso tempo. Adorato prima, cantato poi, oggi abbiamo ottimi motivi per dedicargli moderni templi nei quali certo non venerare ma custodire i suoi preziosi raggi. Pannelli solari come simulacri d'avanguardia per catturare l'energia più potente e democratica che esista: ogni anno la nostra stella ci manda 19.000 miliardi di tep (tonnellata equivalente di petrolio), molti di più del reale fabbisogno mondiale di energia.
Ma il sole nel mondo si canta, si usa per la tintarella ma ancora troppo poco per fare corrente elettrica pulita. Poco più di 9.000 i megawatt (MW) installati sul Pianeta a fine 2007. Che puntare sul sole fosse meglio, a qualcuno era già chiaro. Prima di altri avevano capito l'antifona Germania, Giappone e già gli Usa pre-Obama. Le cose ora stanno cambiando anche in Europa. Italia compresa.
Sembra infatti che il Paese del sole si sia finalmente accorto di essere tale, al punto che oggi siamo al terzo posto in Europa con una potenza installata di 428 MW. Una sterzata importante soprattutto alla luce delle italiche potenzialità. Se da anni infatti la Germania, con un'insolazione inferiore alla nostra di oltre la metà, è al top della classifica, davvero molto può essere fatto dal nostro Paese. E' la natura stessa del sole che ci può aiutare in questo: non necessita di grandi centrali, c'è ovunque ed è decentrato. Realtà locali come Torino e il Piemonte, con il progetto "Piemonte Fotovoltaico", provano a dare un imprintig alla domanda, fornendo soluzioni "chiavi in mano".
Il progetto, unico nel suo genere in Italia, gode di un plafond di 45 milioni di euro e riunisce soggetti tecnici super partes (le Agenzie Energia di Torino, della provincia di Cuneo e di quella di Vercelli e della Valsesia) insieme ad una rosa di imprese installatrici altamente qualificate, selezionate con bando nazionale e alcuni istituti di credito. Chi ci guadagna? Indubbiamente l'utente che può veder finanziati anche fino al 100% i propri pannelli solari.
Funziona così: si presenta una domanda all'Agenzia competente per territorio, la quale oltre a fornire un'analisi di fattibilità dell'impianto si farà anche carico del "lavoro sporco" ovvero di fornire tutta la documentazione per le autorizzazioni necessarie, l'elenco degli installatori e i prospetti informativi relativi alle banche e ai finanziamenti. Il debito si ripagherà nel tempo grazie al conto energia.
Garanzie? Diverse, ma una in particolare: la Garanzia di risultato solare per i sistemi fotovoltaici (Grs-Pv) che gli installatori rilasceranno al cliente; unica sul mercato italiano, tutela nel tempo l'investimento riducendo al massimo i possibili conflitti con l'impresa. Tempi? Brevi. Fra la presentazione della domanda e l'inizio dei lavori, non più di due mesi.
Cristiana Savio
14 Giugno 2009