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Il G8 boccia la proposta del ministro brasiliano

Una tassa del 10% sui proventi delle industrie del petrolio. Il Paese sudamericano con questo provvedimento ricava 800 milioni di dollari all'anno

SIRACUSA - Un taglio delle emissioni di gas serra del 45% per i Paesi industrializzati entro il 2022. E' quanto proposto dal ministro dell'Ambiente brasiliano, Carlos Minc,  proponendo obiettivi sempre più ambiziosi per la salvaguardia del pianeta terra. Il Paese latinoamericano si impegna, d'altro canto, a ridurre il disboscamento dell'Amazzonia del 70% entro il 2017. «Nello scorso anno abbiamo ridotto del 50% la deforestazione e abbiamo introdotto delle misure per scoraggiare questa pratica: sono stati tagliati i crediti per gli illegali e sarà varata una nuova legge che punirà come crimine ambientale il commercio di prodotti ricavati dalla distruzione della foresta». E ha aggiunto: «Abbiamo un piano che ci condurrà alla riduzione del 70% della deforestazione. Il fondo Amazzonia è un obiettivo post-kyoto e permetterà di raggiungere maggiori obiettivi rispetto a quelli previsti, evitando l'emissione di 4,5 miliardi di tonnellate di anidride carbonica».

Il ministro, prima della conferenza stampa finale, ha messo in evidenza uno dei punti che ha spaccato il G8 di Siracusa. «Cento miliardi di dollari per mettere a freno i cambiamenti climatici nei paesi in via di sviluppo, sono tanti, ma non sono sufficienti per far fronte alle necessità reali». E precisa «Avevamo proposto a tutti i ministri e le delegazioni del G8 una tassa del 10 per cento sui proventi delle industrie del petrolio. In Brasile abbiamo già attuato questo provvedimento e ricaviamo 800 milioni di dollari l'anno con cui facciamo fronte alle esigenze della regione del Nord Est, che rischia di perdere un terzo del suo prodotto interno lordo a causa dei cambiamenti climatici.  La nostra soluzione non è stata accettata da tutti i componenti del G8 e si è pensato in alternativa di indirizzare alle misure contro il riscaldamento globale il 50 per cento del ricavato del mercato delle emissioni di carbonio, una cifra che si aggira attorno ai 100 miliardi di dollari l'anno».

Federica Macagnone

24 Aprile 2009

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