Focus

Acqua, una risorsa in via di esaurimento

Nei prossimi anni potrebbe non bastare più, diventare sempre più scarsa, causando tensioni sociali e anche conflitti, come accaduto per i combustibili

La crisi dell'acqua è stato un argomento centrale nel numero di marzo di "Ruoteperaria Magazine".

«L'acqua è un bene prezioso indispensabile a tutte le attività umane». Il primo articolo della Carta europea dell'acqua contiene in sé il principio su cui le nuove legislazioni e iniziative dei governi dovranno basarsi in un futuro molto prossimo, per evitare che il miliardo di persone che ad oggi non può disporre di risorse idriche sicure si trasformi in un numero più grande e in un enorme pericolo per l'intero Pianeta.

E se l'accesso all'acqua potabile è un problema che riguarda soprattutto le aree in via di sviluppo gli scenari del cambiamento climatico e del surriscaldamento della Terra hanno coinvolto nel drammatico conto delle risorse anche i Paesi industrializzati. Siccità, inondazioni, inquinamento delle falde idriche, sprechi, scarsità di risorse e malgoverno. E' necessario porre un freno se si vogliono evitare conseguenze sociali devastanti che potrebbero sfociare in guerre. Un allarme concreto secondo Mikhail Gorbaciov e il principe Alberto di Monaco che hanno chiesto ai leader di tutto il mondo di inserire nelle misure anti-crisi anche la gestione più equa e responsabile di questo bene prezioso.

I numeri. Il 71% della superficie terrestre è coperta di acqua ma il 97,5% è salata. Del 2,5 % solo l'1% è utilizzabile per le attività umane, perché la parte restante è contenuta nelle masse ghiacciate. Il fabbisogno minimo biologico pro-capite per la sopravvivenza umana è di cinque litri d'acqua nelle 24 ore. Per poter parlare di condizioni accettabili di vita occorrono non meno di 50 litri d'acqua al giorno per ogni essere umano. L'acqua potabile è tra le risorse naturali una di quelle distribuite in maniera meno omogenea. Meno di 10 Paesi si dividono il 60% delle risorse. In alcuni casi l'accesso all'acqua dipende dalle risorse e dalle tecnologie per sfruttarla. Ventisei Paesi, per un totale di 232 milioni di abitanti, hanno risorse idriche scarse.

Gli usi. Tra i principali usi delle risorse idriche c'è l'agricoltura che si "appropria" del 69% dell'intero volume. In ordine di grandezza seguono le attività industriali che assorbono il 23% del totale e infine, con appena l'8% gli usi domestici.

L'inquinamento. Esiste quello di tipo civile che deriva dallo scarico dei liquami di fogna che contengono alte quantità di sostanze organiche e di saponi. C'è poi l'inquinamento agricolo, causato dall'immissione nei corsi d'acqua e nei terreni degli scoli dei campi contenenti fertilizzanti chimici e pesticidi. Segue il fenomeno industriale dovuto alle sostanze tossiche e non biodegradabili. Infine quello termico quando le industrie scaricano tonnellate di acqua calda usata per le lavorazioni.

Gli sprechi. Un tesoro che spesso viene sprecato per abitudini o per cattivi funzionamenti della rete. E in questo gli italiani hanno uno dei primati, con 250 litri di acqua al giorno, secondi soltanto al Giappone, al Canada, agli Stati Uniti e all'Australia. L'uso sbagliato della risorsa da cui dipende la vita di ogni essere vivente del Pianeta deriva soprattutto dall'irrigazione di giardini e orti fino all'errata gestione degli elettrodomestici. I modi per risparmiare, però, sono tanti: dalle piccole attenzioni quotidiane ai rubinetti che perdono, a quelli lasciati aperti senza motivo, fino alla differenziazione delle acque a seconda della destinazione d'uso. Non c'è alcuna ragione di utilizzare l'acqua potabile o batteriologicamente pura per irrigare o lavare le auto. Per questi scopi si potrebbe usufruire dell'acqua riciclata o piovana, con un risparmio dell'80%.

20 Marzo 2009

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