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Discariche e riciclo, l'Italia è in ritardo

Lo dice un'analisi di Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione europea che assegna la maglia nera all'Italia per la lentezza nella gestione rifiuti

L'Eurostat boccia l'Italia per i forti ritardi sul fronte della gestione dei rifiuti. Secondo l'ufficio statistico dell'Unione Europea, i problemi riguardano soprattutto i ritardi accumulati nella pratica di riciclaggio dei rifiuti, e il perdurare del ricorso al conferimento in discarica. Dall'indagine è emerso che la quantità di rifiuti urbani prodotta ogni anno da un singolo cittadino europeo ammonta a mezza tonnellata.

L'analisi, tuttavia, mette in evidenza che la situazione all'interno di ogni stato membro varia notevolmente rivelando grandi differenze. Ad esempio per quanto riguarda la produzione, a fianco di paesi quali la Danimarca, l' Irlanda e Cipro con una produzione procapite superiore ai 750 chilogrammi di rifiuti domestici all'anno, vi sono paesi come la Romania, la Lettonia, la Polonia e le repubbliche Slovacchia e Ceca che ne producono meno di 400.

Tra 500 e 600 chilogrammi procapite la produzione in paesi quali Austria, Spagna, Germania, Regno Unito, Italia, la Francia, Estonia, Svezia e Finlandia e tra 400 e 500 chilogrammi Belgio, Portogallo, Bulgaria, Ungheria, Grecia, Slovenia e Lituania. Sul podio del riciclaggio si collocano la Germania, il Belgio e la Svezia, rispettivamente con il 46, il 39 e il 37 per cento. Fanalino di coda la Bulgaria (che porta il 100% in discarica) la Romania, la Polonia e le Repubbliche ceca e slovacchia che oscillano tra l'1 e il 2%. L'Italia occupa la parte bassa della classifica con l'11% che sale invece al 43% se si sommano anche le percentuali di compostaggio.

Sul libro nero del conferimento in discarica, subito dopo la Bulgaria troviamo la Romania con il 99% dei rifiuti, il 96% della Lituania, e poi il gruppo che sta attorno all'82-87% costituito da Slovacchia, Repubblica Ceca, Grecia e Cipro. Ad usare meno questa forma di smaltimento sono la Germania (1%), i Paesi Bassi (3%), Belgio e Svezia (4%), Danimarca (5%). Ad incenerimento vanno il 53% dei rifiuti in Danimarca, il 47% in Svezia e Lussemburgo il 39% in Belgio, il 36% in Francia e il 35% in Germania. Per il compostaggio eccelle l'Austria con il 38% cui seguono l'Italia con il 33%, il Lussemburgo e i Paesi Bassi con il 28%. Gli altri paesi sono tutti sotto una percentuale del 20% e alcuni non lo praticano per niente.

23 Marzo 2009

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