Esteri

Onu, dietrofront sul rapporto 2007

Non scompariranno i ghiacciai dell’Himalaya entro il 2035, manca qualunque prova scientifica a sostegno della previsione. Ma la preoccupazione resta

Non scompariranno i ghiacciai himayani entro il 2035. Hanno rivisto i dati e ammesso l'errore i ricercatori del Gruppo intergovernativo sul mutamento climatico dell'Onu (Intergovernmental Panel on Climate Change o Ipcc).

Nel 2007 - anno in cui vinsero anche il premio Nobel insieme all'ex vicepresidente Usa Al Gore- avevano indicato come "molto probabile" il completo scioglimento dei ghiacciai, con una attendibilità del 90%, ma si scopre oggi che le previsioni si basavano su una vecchia intervista fatta ad un climatologo, che tra l'altro nega di aver mai indicato quale data il 2035.

Dopo le mail rubate all''università britannica dell'East Anglia, che mostrano una alterazione di dati da parte degli scienziati per far apparire più preoccupante la situazione climatica globale, ecco un'altra tegola che va a minare la credibilità di una prestigiosa istituzione ed anche il lavoro di chi continua a sottolineare gli errori dell'uomo per spingerlo verso un cambiamento radicale.

Delle 3.000 pagine presentate nel 2007 (il prossimo rapporto uscirà nel 2013) fa certamente più rumore questo singolo, importantissimo dato sbagliato, che le altre, altrettanto importanti, affermazioni. Manca qualunque seria prova scientifica a sostegno della previsione, ammettono i ricercatori, anche se il quadro complessivo del cambiamento del clima generato dalle attività umane non cambia.

«Qualcuno cercherà di usarlo per danneggiare la credibilità dell'Ipcc - ha detto il vicepresidente del Gruppo Jean-Pascal Van Ypersele - Ma se possiamo scoprirlo, spiegarlo e modificare la stima, la credibilità dell'Ipcc ne uscirà rafforzata, mostrando che siamo capaci di imparare dai nostri errori».

Nel 2035 non scompariranno i ghiacciai himalayani, forse "solo" i più piccoli potrebbero sparire del tutto, ma quel che è certo, come ha ricordato all'Afp il professor Georg Kaser, dell'università austriaca di Innsbruck, "il riscaldamento globale è un fenomeno, al di là di ogni possibile equivoco".

20 Gennaio 2010

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