Focus

Sos laghi: in Italia uno su tre fuori dai limiti

Legambiente: «Urgente il completamento degli impianti per la depurazione delle acque reflue. Stop alla cementificazione delle coste»

Nessun caso grave di inquinamento microbiologico di origine fecale nelle acque del lago Maggiore. Con l'84% dei campioni entro i limiti di legge, il secondo specchio d'acqua della penisola supera l'esame della Goletta dei Laghi, la campagna di Legambiente per il monitoraggio delle acque di balneazione lacustri, che conclude oggi a Milano il suo viaggio.

Nel corso dell'ultima tappa della campagna realizzata con il contributo dei partner tecnici Cobat (Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste) e COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati), i tecnici di Legambiente hanno messo sotto la lente di ingrandimento anche le acque dell'Idroscalo, risultate pulite ma attualmente chiuse alla balneazione per motivi di sicurezza.

Se è positivo il dato del Maggiore, la fotografia scattata da Legambiente evidenzia invece come appartengano al Nord i verdetti più preoccupanti riguardo lo stato di salute dei laghi italiani. L'ultimo nella classifica della Lombardia è il lago di Como che, con il 65% dei campioni fuori dai limiti di legge, di cui il 35% in modo grave, non supera, per il terzo anno consecutivo, l'esame della Goletta dei Laghi, soprattutto a causa della non completa depurazione dei reflui del territorio comasco.

Preoccupano ancora anche le acque dell'Iseo, dove risultano oltre i limiti il 45% dei campioni, con due campioni su sei gravemente inquinati, mentre sul lago di Lugano sono due su cinque i prelievi oltre la soglia. E' invece in miglioramento il bilancio emerso sulle acque del Garda, dove risulta pulito il 67% dei campioni.

Nei 29 specchi d'acqua monitorati dalla campagna in sette regioni della penisola l'inquinamento microbiologico di origine fecale è risultato fuori dai limiti nel 33% dei casi (pari a 1 campione su 3), nei 180 prelievi analizzati dai tecnici di Legambiente. Una percentuale di oltre quattro volte superiore a quella riscontrata sul mare dalla Goletta Verde, che a metà del suo viaggio di quest'estate, ha rilevato una presenza batterica eccessiva solo nell'8% dei campioni monitorati lungo le coste della penisola. Allarmante inoltre il dato emerso dalle analisi della Goletta dei Laghi alle foci dei fiumi che si riversano nei nostri specchi d'acqua, risultate inquinate nell'83% dei casi, di cui il 50% gravemente oltre i limiti.

«Anche quest'anno, la situazione sui nostri laghi resta preoccupante come conferma il confronto con i dati della Goletta Verde sul mare - afferma Stefano Ciafani, responsabile scientifico nazionale di Legambiente - In un periodo in cui si ricomincia a parlare di grandi opere pubbliche spesso inutili, è indispensabile non disperdere le risorse e finalizzarle alle infrastrutture realmente necessarie, come la realizzazione o il completamento dei sistemi di collettamento e depurazione delle acque reflue civili. E' indispensabile intervenire per migliorare lo stato ecologico dei laghi, riducendo i fenomeni di eutrofizzazione e l'inquinamento derivante dalle attività industriali e agricole».

Lungo il suo itinerario in sette regioni d'Italia, Legambiente ha effettuato prelievi in punti rappresentativi dei laghi, che in parte ricalcano quelli monitorati dagli enti preposti al controllo. Le analisi di Goletta dei Laghi - Cigno Azzurro restituiscono un'istantanea sullo stato di salute delle acque in tempo reale e non vogliono in alcun modo sostituirsi alla valutazione sulla balneabilità delle Asl, Agenzie Regionali (Arpa) e Provinciali (Appa) per la Protezione dell'Ambiente. Legambiente ha selezionato i punti di prelievo, anche in base alla presenza di bagnanti, tra le aree balneabili e zone di particolare criticità, quali immissari e scarichi.

05 Agosto 2008

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