Focus

Lav, cibo vegetariano per abbattere sprechi

Un chilo in meno di carne a settimana ridurrebbe le emissioni di circa due tonnellate. Finirebbe anche il sovrasfruttamento dei terreni coltivabili

L'allevamento di animali destinati all'alimentazione è fonte di gravi danni ambientali. A denunciarlo è la Lav, in occasione della presentazione della proposta di legge per l'introduzione di pasti vegetariani nelle mense e nei luoghi di ristoro pubblici.

Per l'associazione, basterebbe infatti sostituire a un chilo di carne un chilo di proteine di origine vegetale nella dieta settimanale, per ottenere una riduzione nelle emissioni di CO2 di quasi due tonnellate. Per le stime di Newsweek addirittura, "la produzione di cinque kg di carne bovina comporta l'uso di una quantità d'acqua pari al consumo annuo di una famiglia media americana", il che, sottolinea sempre la Lav, evidenzia come frumento e riso siano notevolmente più economici anche da questo punto di vista, dal momento che per produrre la stessa quantità del primo occorrono "solo" 1.300 litri d'acqua, mentre per il secondo circa 1.900.

La cucina a base di carne, inoltre, è all'origine del sovrasfruttamento e spreco delle terre coltivabili, dal momento che i due terzi delle terre fertili sono destinate alla coltivazione di cereali e legumi per alimenti animali. Tanto che, conclude la Lega contro la vivisezione, "se un appezzamento fosse destinato esclusivamente al consumo diretto, con quello di cui si nutre un individuo onnivoro, potrebbero sfamarsi venti vegetariani".

 

14 Ottobre 2009

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