Focus

Legambiente, 3° dossier sul rinnovabile in Italia

Aumentano i comuni che usano fonti rinnovabili per soddisfare il fabbisogno energetico. Il primato va alle amministrazioni con meno di 5.000 abitanti

Il dossier sui comuni rinnovabili che Legambiente ha presentato oggi in un convegno tenutosi a Roma rivela una crescente diffusione nel territorio italiano degli impianti per tutte le fonti prese in considerazione. In un paese come l'Italia, dipendente dall'estero al 90% dal punto di vista energetico, cominciano a diffondersi le best-practices di territori che vivono interamente di energia rinnovabile. Dal terzo sondaggio Legambiente sulla mappatura delle fonti rinnovabili in Italia emerge un andamento positivo e in crescita di queste realtà, soprattutto nei piccoli comuni: un totale di 1.664 territori con meno di 5.000 abitanti che, dal Sud al Nord, in molti casi producono più energia di quanta ne consumino grazie a eolico, geotermico, idroelettrico e biomasse.

La medaglia d'oro delle piccole amministrazioni 100% rinnovabili va a Dobbiaco, in provincia di Bolzano, che grazie al teleriscaldamento da un impianto a biomasse riesce a coprire completamente il proprio fabbisogno termico, mentre quello elettrico è soddisfatto attraverso impianti fotovoltaici e mini-idroelettrici. Complessivamente sono 172 i comuni autosufficienti dal punto di vista della produzione di energia elettrica attraverso l'eolico e il mini idroelettrico, mentre 16 sono quelli autonomi dal punto di vista del fabbisogno termico tramite il teleriscaldamento.

I comuni del solare sono attualmente 3.185, ben 2.285 in più rispetto al rilevamento dello scorso anno. In particolare, sono due territori di Bolzano a detenere il primato per il solare termico e fotovoltaico, rispettivamente Selva Val Gardena per il primo e Prato allo Stelvio per il secondo, dove gli impianti installati riescono addirittura a soddisfare il bisogno energetico di circa il 76% delle famiglie residenti. Rispetto alle cittadine più grandi, invece, Catania è prima per il solare termico installato sugli edifici pubblici, mentre Prato vince per il solare fotovoltaico. Ancora, sono 157 i comuni dell'eolico, di cui 128 producono più energia di quanta ne viene consumata, e allo stesso tempo aumentano le amministrazioni che usano biomasse, le quali, con 233 unità in più rispetto allo scorso anno, sono arrivate a quota 306. Infine, i piccoli centri che usano la geotermia sono 28, particolarmente concentrati nelle province di Siena, Grosseto e Pisa; mentre quelli del mini idroelettrico sono 114.

L'Italia ha tutti i presupposti necessari per incrementare il circolo virtuoso delle rinnovabili e per mettersi al pari di altri paesi europei, sia dal punto di vista tecnologico che legislativo. Manca una politica di attuazione di quelle direttive già presenti nelle "Linee guida per l'approvazione dei progetti da fonti rinnovabili", le quali attendono dal 2003 di essere emanate. Il rapporto di Legambiente mostra lo stato attuale del settore e allo stesso tempo rivela un'Italia competente che può ancora realizzare molto in materia.

Cristina Califano

19 Marzo 2008

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