Territori

"Mal'Aria 2009": campagna antismog di Legambiente

L'iniziativa di quest'anno, partita da Taranto, dedicata all'inquinamento degli stabilimenti industriali. Urgono interventi per tutelare i cittadini.

Polveri sottili, ossidi di azoto e di zolfo, benzene, ozono ma non solo. Agli inquinanti "classici" che il traffico riversa nelle nostre città, nell'aria che molti respirano in alcune zone d'Italia vanno aggiunti diossine e furani, policlorobifenili, mercurio, piombo o cadmio: composti chimici, tossici e in alcuni casi cancerogeni emessi da fonti industriali.

E' a questo inquinamento che Legambiente dedica quest'anno "Mal'Aria", la campagna delle lenzuola bianche annerite dallo smog per chiedere centri urbani più vivibili. L'iniziativa è partita da Taranto, città simbolo di questa edizione, dove lo stabilimento siderurgico dell'Ilva ha prodotto in un anno il 92% delle emissioni di diossina e il 95% degli Ipa da fonti industriali.

«All'industria italiana - ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza - chiediamo il coraggio e la lungimiranza necessari a fronteggiare la crisi economica e finanziaria mondiale, investendo in prodotti innovativi, attraverso l'ammodernamento e la messa in sicurezza degli impianti e la riconversione dei cicli produttivi più obsoleti, come previsto dalla normativa europea, garantendo la qualità del territorio e la vivibilità dell'ambiente circostante, elemento che può contraddistinguere il nostro Paese sui mercati internazionali».

I dati raccolti da Legambiente dimostrano l'urgenza di interventi migliorativi negli impianti industriali italiani per difendere l'ambiente e la salute dei cittadini che vivono nei pressi dei siti produttivi. Secondo l'Inventario nazionale delle emissioni in atmosfera di Ispra (l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), nel 2006 in Italia l'industria ha emesso il 95% del totale dell'arsenico scaricato in atmosfera da tutte le fonti, il 90% del cromo, l'87% dei Pcb, l'83% del piombo, il 75% del mercurio, il 72% di diossine e furani, il 61% di cadmio.

Sono stati emesse in atmosfera 388mila tonnellate circa di ossidi di zolfo (SOx), il 78% delle quali deriva da fonti industriali, soprattutto dalla produzione di energia, mentre il 15% è stato emesso dai trasporti non stradali, prevalentemente marittimi; poco più di 173mila tonnellate di polveri sottili (Pm10), emesse per il 28% del totale dalle attività industriali e per il 27% dai trasporti stradali; oltre un milione di tonnellate di ossidi di azoto (NOx), il 44% dei quali derivanti dal traffico stradale, mentre il 25% è dovuto all'industria.

Tra i complessi industriali più inquinanti del Paese, l'acciaieria Ilva di Taranto stravince in 10 delle 14 classifiche per inquinante stilate da Legambiente in base all'Inventario delle emissioni e loro sorgenti (Ines) di Ispra. Sette di queste riguardano i microinquinanti: lo stabilimento siderurgico tarantino vince per aver emesso in atmosfera 32 tonnellate di Ipa (pari al 95% del totale nazionale delle emissioni industriali censite dall'Ines), 92 grammi di diossine e furani (pari al 92% del totale), 74 tonnellate di piombo (78%), 1,4 tonnellate di mercurio (57%), 231 tonnellate di benzene (42%), 366 kg di cadmio (42%), quattro tonnellate di cromo (31%).

19 Gennaio 2009

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