E' stata una delle protagoniste indiscusse dell'ultimo decennio di sport italiano. Per tre volte campionessa mondiale nella sua specialità, il fioretto, Margherita Granbassi – triestina, classe 1979 – ha lasciato il segno anche alle ultime Olimpiadi di Pechino del 2008 (conquistando due medaglie di bronzo) prima di dedicarsi anche ad altre attività.
Oggi, oltre allo sport, le sue passioni si chiamano televisione, giornalismo e impegno sociale, anche se il futuro è ancora tutto da decidere: «Mi piacerebbe riuscire a fare tutte le cose insieme ancora per un po' – confida ad I AM – Ma lo sport, pur essendo quella da cui tutto è iniziato, è l'unica attività che non potrò fare all'infinito».
Cosa ti ha lasciato l'esperienza televisiva, in primis quella di Annozero?
Le esperienze televisive sono state un risorsa per provare a imparare qualcosa di nuovo e di completamente diverso; un modo anche per conoscere nuove persone. E' anche grazie alla notorietà acquisita in quei frangenti che, attraverso attività sociali, posso cercare di dare una mano a chi ne ha bisogno. Riguardo Annozero confesso che rifarei tutto: è stata un'esperienza interessante e formativa, una grande occasione per una ragazza che desidera diventare giornalista. Ora, compatibilmente con gli impegni schermistici, sto facendo esperienza con Sportitalia.
Come ti stai preparando ai prossimi impegni sportivi?
Mi sto allenando con la dedizione di sempre e sto cercando di superare delle difficoltà, fisiche e mentali. Spero di riuscire a superare questo momento particolare, ci proverò con tutte le mie energie: queste sì che sono ecocompatibili!
Sei impegnata anche in campagne sulla ricerca, per esempio con l'Airc contro il cancro.
Esattamente, e un altro cancro della nostra società è l'inquinamento atmosferico.
Cosa fai per contrastarlo quotidianamente?
E' un argomento che ho a cuore, cerco nel mio piccolo di dare una mano ad esempio con la raccolta differenziata. Solo che quando vado ai cassonetti per buttare la spazzatura che ho accuratamente separato, dopo aver rischiato a ogni metro di calpestare i regalini dei nostri amici a quattro zampe grazie all'inciviltà dei loro padroni, mi metto le mani nei capelli: le lattine nella carta, il vetro nell'organico, l'organico nella plastica eppure non è così difficile.
Usi l'automobile nella vita di tutti i giorni?
La uso per necessità: vivo a Roma e mi alleno tra la Capitale e Terni. Mi piace anche viaggiare in treno, trovo molto intelligente l'utilizzo del vagone letto nei tragitti lunghi. La bici è bella ma le nostre città non sono ancora organizzate per permettere ai ciclisti di non rischiare la vita, nei Paesi del Nord Europa sono più avanti in questo.
Neanche “due passi” per la spesa?
No quella la faccio a piedi, nel mio quartiere, e ho anche scoperto la possibilità di acquistare tramite il web prodotti a chilometri zero.
Che rapporto hai con l'alimentazione?
Non mangio la carne più di due volte a settimana, ho letto che oltre a far bene alla salute si contribuisce a produrre meno CO2 e quindi è un doppio beneficio per l'ambiente.
Quanto possono incidere i personaggi pubblici, gli sportivi in particolare, che conducono una vita "sana" nella salvaguardia del Pianeta?
Credo che possano dare una grande mano, magari andando nelle scuole; sarebbe bellissimo coinvolgere i bambini, così curiosi e recettivi, e far capire loro l'importanza di comportamenti che aiutano ad avere un Pianeta migliore. Potrebbero poi insegnare ai genitori come si differenzia la spazzatura, spiegandogli che regalare loro un futuro più pulito è meglio che donare un giochino elettronico.
Alessandro Noto
12 Aprile 2011
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