Sono iniziate le attività per rimuovere le quasi 2.500 tonnellate di combustibile presenti ancora all’interno della Costa Concordia. A confermarlo è la stessa società olandese "Smit", che si è presa l'incarico dell’operazione.
Un'attività delicata visto che se il carburante dovesse finire in mare, causerebbe un disastro ambientale in grado di alterare per moltissimo tempo l’ecosistema del Giglio ma anche dell'intera costa tirrenica.
A sollecitare l'intervento ci ha pensato lo stesso ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, che ha anche annunciato come il governo dichiarerà lo stato di emergenza a seguito della vicenda. Una buona notizia è arrivata dalla Guardia costiera: le chiazze segnalate nei giorni scorsi presso la nave ammarata non sono riconducibili a carburante.
Da martedì, tuttavia, una barriera di "panne assorbenti" è stata posizionata per circondare la parte emersa del serbatoio. Le operazioni per il recupero di petrolio potrebbero durare tra le due e le quattro settimane, meteo permettendo.
18 Gennaio 2012
Lettera al ministro dell’Ambiente, Corrado Clini: via le imbarcazioni da crociera dai siti più suggestivi e rappresentativi. Venezia su tutti
Allarme Marevivo: parte dello Scoglio della Scola già divorato in seguito all’impatto. C’è poi il problema dei rifiuti che la nave può portare a fondo
Nella capitale danese interventi su mobilità, con un occhio per quella ciclabile. E ancora crescita del verde e centrali alimentate con rinnovabili