Nestlé, la più grande multinazionale del settore alimentare, ha annunciato che non userà più prodotti che provengono dalla distruzione delle foreste tropicali.
Due mesi fa Greenpeace aveva denunciato l'utilizzo da parte di Nestlé - per prodotti come KitKat - di olio di palma la cui produzione industriale, insieme a quella della carta, è il principale motore della deforestazione delle ultime foreste del Sud Est Asiatico e la principale minaccia alla sopravvivenza di molte specie, come l'orango.
«Siamo felici della decisione di Nestlé di concedere un break agli oranghi e alle foreste - il commento di Chiara Campione, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace - Adesso, è necessario che l'esempio di Nestlè venga seguito anche dalle altre aziende europee».
Greenpeace monitorerà con attenzione la rapida applicazione della nuova politica di Nestlé, ma è tutto il settore che dovrà adottare rapidamente una moratoria sulla distruzione delle foreste tropicali.
La domanda globale di olio di palma e carta indonesiane è in aumento e questo spinge compagnie a espandersi fino a distruggere le foreste torbiere dell'Indonesia che ha uno dei tassi di deforestazione più alti al mondo ed è il terzo Paese per emissioni di gas serra, dopo Cina e Usa.
17 Maggio 2010