North Carolina pronto per l'autosufficienza

Lo dice un rapporto Duke University: il fabbisogno elettrico dello stato Usa potrebbe essere quasi interamente soddisfatto dalle rinnovabili già disponibili

Secondo un rapporto della Duke University, il fabbisogno elettrico dello stato Usa potrebbe essere quasi interamente soddisfatto con le energie rinnovabili, utilizzando solo le tecnologie già disponibili.

Il rapporto (Matching utility loads with solar & wind power in North Carolina: dealing with intermittent electricity sources) ha analizzato le risorse naturali del North Carolina (nove milioni di abitanti, sulla costa Est degli Stati Uniti) giungendo alla conclusione che una opportuna valorizzazione delle fonti rinnovabili, unitamente a una forte riduzione della domanda elettrica dovuta ad azioni di efficienza e di risparmio energetico, potrebbe consentire di coprire fino al 94% dei consumi di elettricità.

Il sole e il vento sono le fonti più importanti, totalizzando insieme il 76% del fabbisogno elettrico, mentre un altro 18% è previsto dall'idroelettrico e da altre fonti rinnovabili. Solo il restante 6% di domanda elettrica dovrebbe essere importato o prodotto con centrali convenzionali.

Per arrivare a questi risultati, Blackburn ha considerato dati campione di tre impianti eolici e tre impianti solari già in servizio in North Carolina, misurati in 123 giorni all'anno nei mesi di gennaio, aprile, luglio e ottobre. Per il carico totale di energia del North Carolina (attualmente 125 miliardi di kilowattora è stato assunto un valore di 90 miliardi di kWh, ritenuto possibile con adeguate strategie di efficienza energetica.

Le conclusioni dipendono in parte dalle specifiche condizioni climatiche dello Stato: «Il vento e il sole sono complementari nel North Carolina: i venti sono più forti di notte e d'inverno - ha spiegato Blackburn - Perciò le due fonti potranno essere usate in alternanza, e con una gestione attenta e le tecniche già disponibili di stoccaggio dell'energia si può produrre quasi tutta l'elettricità di cui ha bisogno lo Stato».

Altri studi hanno infatti già dimostrato che in aree molto vaste la combinazione di solare ed eolico può superare l'inconveniente dell'intermittenza di ognuna delle due fonti presa singolarmente.

Chi è contrario alla riconversione su larga scala verso le energie rinnovabili spesso argomenta che l'inevitabile natura intermittente del vento e del sole rende difficile, se non impossibile, venire incontro in modo affidabile alle variazioni della domanda.

Per questo la conclusione più importante di tutti questi calcoli è che un sistema da 90 milioni di megawattora all'anno può essere rifornito al 76% da fonti solari ed eoliche intermittenti, come ha spiegato Blackburn. Per i picchi di richiesta si potranno poi sfruttare l'idroelettrico, già installato dello Stato e già usato per questo scopo, insieme con le biomasse e le altre fonti rinnovabili.

11 Marzo 2010

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