Enel pensa al ritorno al nucleare in Italia e propone la realizzazione di ben quattro impianti di tipo Epr (European pressurized reactor) di terza generazione, in tre o anche due siti, a seconda del progetto.
La tecnologia è quella del reattore ad acqua pressurizzata e il modello quello "Flamanville" di Edf, la società elettrica francesce, con 58 centrali in tutto il mondo.
L'investimento previsto per i lavori si aggirerebbe intorno ai 4-4,5 miliardi a struttura, da spalmare in 60 anni, e, una volta ultimata, l'opera sarebbe in grado di soddisfare la metà del 25% di fabbisogno energetico da nucleare del Paese, secondo le intenzioni del governo.
L'operatività del primo impianto è prevista per il 2020, mentre la questione della proprietà sarà risolta creando veicoli societari ad hoc, in cui la maggioranza andrà a Enel, seguita da Edf, con l'apertura a terzi solo a patto che si mantengano al di sotto della quota di partecipazione dei francesi.
Dal lato dei consumatori, invece, con quelli più grandi saranno predisposti consorzi e contratti di durata più lunga rispetto a quelli attuali, fino ad arrivare ai trent'anni, nell'ambito di un meccanismo di take or pay in tutto simile a quello vigente nel mercato del gas.
Una volta definito il quadro normativo, Enel è pronta a partire, e la selezione del primo sito potrebbe già avvenire nell'ottobre del 2010, subito dopo il completamento dei criteri tecnico-ambientali per la realizzazione del progetto.
10 Dicembre 2009