Nucleare, ricerca Iea: bene ritorno in Italia

L'atomo sulla Penisola garantirebbe un risparmio per il Paese compreso tra i 4,5 e gli 11 miliardi di euro all'anno. Ma necessario il consenso dei cittadini

Una ricerca guidata dal direttore degli studi economici della Iea (Agenzia internazionale per l'energia) giudica positivamente il ritorno al nucleare in Italia.

Il rapporto è stato presentato al workshop Ambrosetti di Cernobbio, secondo cui il nucleare garantirebbe un risparmio per il Paese compreso tra i 4,5 e gli 11 miliardi di euro all'anno.

Secondo il capo economista della Iea, Fatih Birol, il nucleare permetterebbe all'Italia non solo di diminuire la sua dipendenza dagli altri Paesi, ma anche di tagliare le emissioni di anidride carbonica.

Entro il 2013, è previsto l'avvio del piano del governo per fronteggiare la sfida energetica con la costruzione delle centrali, che dovrebbero essere operative a partire dal 2020.

La ricerca, però, sottolinea come sia necessario che il ritorno al nucleare riceva il consenso e la condivisione del Paese.

06 Settembre 2010

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