Focus

Nucleare, è scontro tra Governo e Regioni

Il Cdm impugnerà alla Corte Costituzionale le leggi di Puglia, Basilicata e Campania contrarie alla creazione di siti. I governatori: «Non cederemo»

Il governo, su proposta del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha deciso di impugnare dinanzi alla Corte costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che impediscono l`installazione di impianti nucleari nei territori regionali.

«In punto di diritto - ha spiegato Scajola - le tre leggi intervengono autonomamente in una materia concorrente con lo Stato e non riconoscono l'esclusiva competenza dello Stato in materia di tutela dell'ambiente, della sicurezza interna e della concorrenza. Non impugnare le tre leggi avrebbe costituito un precedente pericoloso perché si potrebbe indurre le Regioni ad adottare altre decisioni negative».

«Nel merito - ha aggiunto il titolare del dicastero - il ritorno al nucleare è un punto fondamentale del programma del governo Berlusconi, indispensabile per garantire la sicurezza energetica, ridurre i costi dell'energia per le famiglie e per le imprese, combattere il cambiamento climatico riducendo le emissioni di gas serra secondo gli impegni presi in ambito europeo». Scajola ha inoltre ricordato che al prossimo Consiglio dei ministri del 10 febbraio ci sarà l'approvazione definitiva del decreto legislativo recante tra l'altro misure sulla definizione dei criteri per la localizzazione delle centrali nucleari.

Non si è fatta attendere la risposta dei governatori delle tre Regioni interessate. «Così come è già avvenuto per la legge elettorale regionale, impugnata dal Governo ma confermata dalla Corte - ha commentato del presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino - siamo convinti di aver agito nel pieno rispetto delle norme costituzionali e delle competenze attribuite allo Stato e alle Regioni. La nostra legge regionale prevede l'intesa col Governo per quanto riguarda l'installazione di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di fabbricazione e di stoccaggio del combustibile nucleare nonché di depositi di materiali radioattivi».

Più dura la replica della Basilicata. «Il Governo nazionale vuole censurare una normativa regionale impiantata su una legittima aspirazione e su una legittima convinzione di un intero territorio - ha detto il presidente della giunta regionale della Basilicata, Vito De Filippo - E' inconcepibile che il Governo possa ritenere di poter realizzare impianti nucleari senza l'assenso della Regione interessata: il nucleare non è materia esclusiva dello Stato e su di essa debbono potersi esprimere le comunità. Noi manterremo la nostra posizione e faremo rispettare a tutti i costi il nostro territorio e le nostre scelte»

Sulla stessa linea del collega lucano, anche il presidente della Puglia Nichi Vendola: «La destra che finge di essere ambientalista a Bari diventa ferocemente nemica dell'ambiente a Roma e la Puglia sarà la Regione più disobbediente d'Italia e continuerà a dire no al nucleare».

04 Febbraio 2010

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