Focus

Ingegneri cercasi per l'Italia dell'atomo

Dagli atenei italiani escono solo 60-70 laureati l'anno in ingegneria nucleare o in lauree a indirizzo energetico con all'interno percorsi specifi

L'Italia ha deciso di tornare al nucleare. Si scrivono le leggi, si fanno i conti e si stringono le alleanze internazionali, ma quello che manca sono gli ingegneri. 

Oggi dalle università italiane escono all'incirca 60-70 laureati l'anno in ingegneria nucleare o in lauree a indirizzo energetico con all'interno un percorso specifico nucleare. A fornire il dato è Marco Enrico Ricotti, ordinario di Impianti nucleari al Politecnico di Milano: «Un trend, quello delle lauree "nucleari" in crescita da un paio d'anni ma che resta inferiore a quello che sarà richiesto dai cantieri».

Corsi di laurea specialistica con tematiche nucleari sono attivi al Politecnico di Milano (Ingegneria nucleare), Politecnico di Torino (Ingegneria Energetica e nucleare), università di Bologna (Ingegneria energetica), università di Palermo (Ingegneria della Sicurezza e della tecnologia nucleari), università di Pisa (Ingegneria Nucleare e della sicurezza industriale), università di Roma La Sapienza (Ingegneria energetica- Tecnologie energetiche da fonti non convenzionali).

Ci sono poi percorsi di dottorato di ricerca "nucleari" in quasi tutte le università del consorzio Cirten (Consorzio interuniversitario per la ricerca e la tecnologia nucleare), nato nel 1994 (ne fanno parte Politecnico Milano, Politecnico Torino, università di Padova, Palermo, Pisa e Roma La Sapienza). A formare i laureati "atomici" circa 70 docenti e ricercatori strutturati e un po' più di 150 precari, includendo dottorati, assegnisti di ricerca e collaboratori.

«Con il parco professori che abbiamo oggi - prosegue Ricotti - potremmo fornire 200-250 laureati l'anno ma ci sono i docenti che vanno in pensione e che dovrebbero essere rimpiazzati».  L'ateneo in Italia che produce più laureati in materia è il Politecnico di Milano, insieme a Pisa e Torino.

Ma oggi sulla situazione pesano difficoltà di erogazione dei fondi. «Sono necessarie borse di dottorato per i giovani - conclude Ricotti - linee di ricerca finanziabili sul settore nucleare. Vogliamo poter essere in grado di competere con progetti di ricerca che, se valutati positivamente, possano avere i finanziamenti adeguati su tematiche nucleari ed energetiche».

05 Ottobre 2009

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