Esteri

Obama ci ripensa: a Copenhagen l'accordo

Dopo aver sminuito l’importanza del prossimo summit mondiale, lo stesso presidente degli Stati Uniti dà invece ora nuovo vigore all’imminente incontro

Stati Uniti e Cina ci ripensano e si mostrano nuovamente propensi a voltare pagina a favore dell'ambiente.

Sarà per la pioggia di critiche arrivate sui due leader politici, sarà perché le dichiarazioni erano state interpretate in maniera errata, fatto sta che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e quello della Cina Hu Jintao hanno rilasciato una dichiarazione congiunta, attraverso l'agenzia di stampa cinese Xinhua, per ribadire il loro prossimo impegno nella riduzione di gas nocivi.

«Le due parti, compatibilmente con le circostanze nazionali, sono decise ad adottare azioni di riduzione e riconoscono l'importante ruolo svolto dai loro Paesi nel promuovere un risultato sostenibile che rafforzerà la capacità del mondo a combattere i cambiamenti climatici».

Obama torna quindi sui suoi passi, anzi no, visto che ribadisce che a Copenhagen «E' troppo tardi per concludere un accordo legale vincolante che stabilisca obiettivi concreti di riduzione dell'inquinamento», ma allo stesso tempo si smentisce, visto che aggiunge: «Il nostro obiettivo non è quello di arrivare a un accordo parziale o a una dichiarazione politica ma piuttosto di giungere a un accordo che abbracci tutte le questioni in discussione e che abbia effetto operativo immediato».

Anche il presidente cinese auspica «esiti positivi» nel vertice di dicembre ribadendo la sua convinzione che tutti i Paesi condividano una medesima responsabilità di agire a tutela dell'ambiente.

Occorre quindi attendere quanto verrà fatto nel vertice che comincerà il 7 dicembre, perché al di là delle parole sono fondamentali i fatti, visto che Stati Uniti e Cina, sono responsabili del 40% di tutte le emissioni nocive mondiali; ma dopo la pioggia di due giorni fa, sembra essere tornato il sole su Copenhagen.

17 Novembre 2009

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