Territori

Orsi, tartarughe e rane a rischio estinzione

Nel Lazio dopo il lupo e il camoscio anche altre specie animali rischiano la scomparsa. Firmato un piano d'azione dalla Regione per correre ai ripari

Nel Lazio sempre più specie sono a rischio estinzione. Nel Parco nazionale di Abruzzo sono rimasti una cinquantina di orsi marsicani e ancor meno camosci; sulle coste le tartarughe marine continuano a trovare la morte uccise dalla plastica o dalle reti dei pescatori e la rana italica sta via via scomparendo a causa di uno sconosciuto parassita.

Per questo la Regione Lazio sta correndo ai ripari aderendo e firmando un piano d'azione messo in campo dal ministero dell'Ambiente, per evitare la scomparsa di queste specie.  I piani di azione - Patom per l'orso e Patma per la tartaruga - consistono nel formare nuovo personale impegnato a monitorare, informare e prevenire danni, con una ricerca scientifica adeguata.

«Per le tartarughe - ha detto Claudio Cattena dirigente area conservazione Natura e osservatorio regionale sull'Ambiente - è stato firmato il Protocollo d'intesa al quale seguiranno azioni idonee nelle aree d'interesse delle tartarughe nella parte sud del litorale laziale». L'Università della Tuscia si è candidata presso il ministero dell'Ambiente a istituire un Centro Ittiogenico delle Saline di Tarquinia, per il recupero delle tartarughe.

La situazione è anche peggiore per le rane, praticamente scomparse in alcune zone dove un tempo proliferavano. La causa è un parassita sconosciuto, mai trovato prima in Italia e in Europa e segnalato solo in un tritone negli Stati Uniti. Quel che è certo è che sta decimando gli anfibi anche per una deficienza del loro sistema immunitario, probabilmente reso vulnerabile dal caldo inverno 2006- 2007 (le rane hanno infatti bisogno di trascorrere, tra sassi e fango, tre quattro mesi al freddo).

Nonostante i casi negativi il Lazio è anche esempio di biodiversità per la presenza del Carpione del Fibreno, una specie di pesciolino di lago che vive in tutto il mondo solo nella riserva di Posta Fibrina o il fungo di Priverno, una nuova specie appena scoperta nell'omonima area protetta.

21 Gennaio 2010

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