Focus

Apparecchi domestici,
italiani riciclano poco

Lo dice un nuovo rapporto ReMedia: il motivo principale sta nei pochi centri di raccolta presenti sulla Penisola rispetto al resto d'Europa

Un gap quantitativo da colmare con l’Europa, una densità di punti di raccolta RAEE da incrementare e, soprattutto, tanto bisogno di informazione da parte dei cittadini: sono questi in sintesi i risultati che emergono dalla ricerca “Gli italiani e il riciclo dei piccoli elettrodomestici (Paed): comportamenti dei consumatori, risultati della raccolta e potenzialità del riciclo” realizzata da ReMedia e GFK Eurisko, in collaborazione con ReMade in Italy e Assoraee.

Partendo da un confronto con l’Europa che evidenzia un ritardo generale nella raccolta di Paed, la ricerca ha esaminato il comportamento dei poco informati consumatori italiani, per poi analizzare nel dettaglio la raccolta dei piccoli apparecchi elettronici domestici, evidenziare i benefici del riciclo per l’ambiente e capire come vengono riutilizzati i materiali recuperati, derivandone così anche un beneficio economico.

L’Italia registra uno dei tassi più bassi di raccolta dei Paed (16,8%), al di sotto della media continentale che si attesta al 26%. Il motivo principale di questa differenza sembra essere la densità dei centri di raccolta: in Europa il rapporto è di una isola ecologica ogni 10.000 abitanti, mentre in Italia la capillarità risulta inferiore, seppur con delle differenze tra le diverse aree. Al Nord, infatti, la media si avvicina a quella europea (0,8 ogni 10.000 abitanti), mentre Centro e Sud restano a un livello insoddisfacente, con una densità di 0,3 ogni 10.000 abitanti.

Sul fronte dell’informazione anche in Europa c’è molto da fare: l’80% dei cittadini, infatti, conosce la raccolta differenziata dei rifiuti elettronici domestici (Raee), ma solo il 50% sa che i Paed rientrano in questa categoria e devono essere gestiti da una filiera di operatori specializzati e secondo un flusso tracciabile e sicuro per essere riciclati correttamente.

La ricerca ha considerato un totale di 700 interviste domiciliari, rappresentative dell’universo di 50 milioni di italiani per parametri territoriali, anagrafici e socio-culturali. Dallo studio risulta che gli italiani sono grandi consumatori di Paed.

Metà della popolazione adulta - circa 23 milioni di individui - acquista mediamente oltre 2 apparecchi in un anno con una prevalenza di cellulari, piccoli elettrodomestici, computer e stampanti. Negli ultimi dodici mesi, il 37% della popolazione adulta si è disfatto di un piccolo dispositivo elettronico o un piccolo elettrodomestico, trovandosi a doverne gestire l’eliminazione.

Dei 19 milioni di persone che hanno “buttato” un Paed, solo 8,5 milioni – pari al 42% - hanno adottato un comportamento virtuoso, portando l’apparecchio a fine vita in una piazzola ecologica o chiedendone il ritiro al negoziante. La maggior parte dei cittadini è invece incappata in errori evidenti come gettare il vecchio dispositivo insieme agli altri rifiuti (3,6 milioni) o tenerlo da parte, inutilizzato (5 milioni).

06 Luglio 2011

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