Le energie rinnovabili e l'efficienza energetica sono all'ordine del giorno nell'agenda politica non solo dei Paesi industrializzati, ma anche dei più importanti Paesi in via di sviluppo, come Cina, India, Brasile e Sudafrica. Quattro Paesi che insieme sommano oltre 2,7 miliardi di abitanti, pari al 40% della popolazione mondiale.
I risultati di queste politiche nei quattro Paesi citati hanno punti di forza e criticità, secondo il rapporto "Corporate Clean Energy Investment Trends in Brazil, China, India and South Africa", commissionato dalla Renewable energy & energy efficiency partnership (Reeep, organizzazione internazionale supportata dall'Ue e da una dozzina di grandi Paesi occidentali) e realizzato dall'associazione no profit Carbon disclosure project.
Il rapporto ha considerato in particolare il ruolo delle imprese e il loro legame con le politiche nazionali, e ha concluso che gli investimenti aziendali nelle energie pulite sono molto alti in tutti i quattro Paesi ma soprattutto in Cina, il Paese che investe di più in tutto il mondo.
«Per contrastare il riscaldamento globale servono forti investimenti privati: è importante quindi individuare le politiche più efficaci per convogliarli», ha spiegato Marianne Osterkorn, direttore generale del Reeep.
Con qualche differenza, la situazione dei quattro Paesi presenta molti aspetti comuni: tutti hanno politiche di indirizzo generale per le energie pulite, ma sono ancora carenti di norme più specifiche e concrete, quelle che influenzano di più gli investimenti.
Inoltre in tutti i quattro Paesi le aziende indirizzano i propri investimenti non solo in base alle politiche nazionali, ma anche in base alle aspettative della clientela e della concorrenza: secondo il rapporto questo è un segnale che il loro panorama di riferimento è globale e non nazionale.
10 Giugno 2010