Focus

Pasta e pizza: verso l'addio al made in Italy

Causa i continui cambiamenti climatici, presto il grano non troverà più condizioni favorevoli per crescere con ricadute sui nostri prodotti simbolo

Anche la pizza e la pasta, prodotti simbolo del nostro Paese, non saranno immuni dai cambiamenti climatici.

Un rapporto del servizio metereologico britannico, Met Office, mette a rischio la coltivazione del grano nella nostra Penisola. Cosa che influenzerà inevitabilmente il made in Italy.

Sessantasei centri di ricerca in venti Paesi in tutta Europa - per l'Italia hanno partecipato l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), l'Arpa Emilia Romagna, il Cnr, l'università di Firenze e la Feem - sono stati coinvolti nella osservazione del Mediterraneo, sui cambiamenti che lo riguardano e in particolare sulle conseguenze che tali cambiamenti produrranno all'agricoltura.

Dopo cinque anni di ricerca, il capitolo nove del rapporto ha mostrato una situazione preoccupante: la coltivazione in Italia del grano già dal 2020 comincerà lentamente ma inevitabilmente a diminuire e alla fine del secolo sarà praticamente scomparsa. «L'aumento della temperatura e le precipitazioni in calo nel Mediterraneo, potrebbero seriamente compromettere la resa del frumento», spiegano i curatori del rapporto.

Per lo studio è stata scelta l'Italia sia per la posizione particolarmente vulnerabile a sud del Mediterraneo, sia perché è uno dei maggiori produttori alimentari e potrebbe quindi risentire maggiormente delle alterazioni in corso.

Utilizzando dei super computer capaci di prevedere le conseguenze dei cambiamenti climatici si è prospettata una situazione in cui il nostro Paese non avrà più le condizioni ideali per la coltivazione del grano e sarà costretto a importare ingredienti che oggi sono alla base della nostra dieta. Pizza, pasta e mandolino, ma tra meno di cento anni potremmo rimanere solo con il mandolino.

23 Novembre 2009

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