Si profila un rallentamento della crescita sulla domanda globale di petrolio il prossimo anno, a riflesso di un calo del fabbisogno nei paesi avanzati, dove si riuscirà a diminuire i consumi grazie al risparmio energetico e allo sviluppo di nuove fonti, ma anche con il rallentamento della crescita in Cina, dove verranno meno le misura di sostegno all'economia.
Questo il quadro fornito dall'Agenzia internazionale per l'energia nel suo ultimo rapporto mensile. Sulla media del prossimo anno la domanda globale di greggio è attesa a 87,8 milioni di barili al giorno, un aumento da 1,3 milioni di barili rispetto all'anno in corso, laddove tra 2009 e 2010 è stimato un incremento di 1,8 milioni di barili.
In questo modo nel 2011 l'aumento ella domanda globale di oro nero dovrebbe risultare pari all'1,6 per cento, secondo l'Aie, prevalentemente a riflesso del più 3,8 per cento dei paesi emergenti, tra cui la Cina. Nelle economie avanzate dell'Ocse la domanda di petrolio dovrebbe invece calare dello 0,5 per cento nel 2011.
Ma un rallentamento riguarda anche la Cina: il prossimo anno secondo l'Aie il suo contributo alla crescita di domanda globale sarà del 30 per cento, contro il 50 per cento circa di quest'anno. In generale l'agenzia, che fa capo ai paesi consumatori, prevede "una certa stabilità del mercato" petrolifero nel 2011.
Nel frattempo oggi i prezzi petroliferi risultano in lieve aumento. Negli scambi elettronici sul New York Mercantile Exchange, i futures sul greggio in prima scadenza aumentano di 52 cents rispetto alla chiusura di ieri, con il barile di West Texas Intermediate a 75,47 dollari. A Londra il barile di Brent, il petrolio del mare del Nord aumenta di 51 cents a 74,99 dollari.
13 Luglio 2010