L'Assessorato all'Ambiente di Roma Capitale ha avviato un piano per verificare lo stato di salute di 600 pini ultracentenari presenti nell'intera superficie di Villa Borghese e predisporre, ove necessario, adeguate opere di risanamento a garanzia della sicurezza pubblica.
Un'indagine che si è resa necessaria dopo l'improvvisa caduta, nel maggio scorso, di un olmo causata da un attacco fungino all'apparato radicale e per la quale l'istituzione capitolina ha stanziato 90.000 euro.
A eseguire le verifiche i forestali arrampicatori del gruppo tree-climbers che per le indagini utilizzano il dendrodensimetro: particolare strumento in grado di misurare la densità del legno in almeno 30 punti, dal bulbo sotterraneo ai rami più alti. In questo modo si possono ottenere informazioni dettagliate riguardo alla eventuale presenza di cavità nel legno e, dunque, sulla capacità della pianta di resistere.
Le informazioni forniranno una vera e propria carta d'identità, con numero di serie, età, circonferenza, annotazioni sanitarie. I dati saranno inseriti in un'apposita classifica che individuerà le classi di intervento: in una saranno catalogati i pini in buona salute che andranno solo monitorati periodicamente; in un'altra rientreranno quelli che necessitano di interventi per migliorare la stabilità di tronchi e radici; nell'ultima spazio alle essenze pericolanti a forte rischio schianto.
Nei mesi scorsi sono stati già esaminati con queste tecniche circa 400 pini e il piano si concluderà entro la fine dell'anno. A Villa Borghese ci sono circa 8.000 alberi, di questi la popolazione più numerosa è quella dei lecci che vanta oltre 3.000 esemplari.
Seguono i tigli che popolano la Villa in almeno 1.500 esemplari. Le altre essenze presenti in maggior numero sono: olmi, tigli, platani e ippocastani. I 600 pini rappresentano una delle popolazioni più antiche presenti.
04 Ottobre 2011
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