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2008, pm10 già alle stelle nelle città italiane

Dopo un 2007 negativo, già i primi giorni del nuovo anno preoccupano secondo l'aggiornamento elaborato da Legambiente. E il fronte normativo latita

17 giorni di superamento a Frosinone, 13 a Napoli, 12 a Milano, 10 a Firenze, 8 Venezia e Bologna e 7 Roma. E' questo il quadro nero dei primi 20 giorni del 2008, registrato dalle centraline di rilevamento delle polveri sottili nelle maggiori città italiane, reso noto oggi da Legambiente.
Negativo anche il bilancio del 2007 che si è chiuso con polveri sottili alle stelle: secondo l'ultimo aggiornamento elaborato da Legambiente su 63 capoluoghi monitorati 51 hanno sforato i 35 giorni all'anno di superamento di Pm10, consentiti dalla normativa europea.

«E' evidente che le misure adottate finora dagli amministratori locali non sono sufficienti alla risoluzione del problema dell'inquinamento dell'aria in città, imputabile prevalentemente al trasporto stradale - ha detto Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente - Per vincere la sfida della mobilità e garantire una qualità della vita migliore ai cittadini bisogna innanzitutto ridurre il numero di auto in circolazione. Il tasso di motorizzazione in Italia, infatti, continua a salire con una media di 62 auto ogni 100 abitanti».

E se i trasporti stradali rappresentano un importante fonte di inquinamento nel nostro Paese, il loro contributo si somma a quello di altri settori altrettanto inquinanti, come quello industriale. Il primato, in questo senso, va allo stabilimento di Taranto dell'Ilva e, a seguire, alle centrali termoelettriche e in particolar modo ai tre impianti Enel di Brindisi Sud, di Fusina (Ve) e di Genova. Tutti dati che dimostrano l'urgenza e l'importanza di interventi e miglioramenti nelle attività industriali e di produzione energetiche per difendere non solo l'ambiente ma anche la salute dei cittadini che vivono a ridosso di questi impianti.

Sono ormai noti infatti gli effetti sulla salute dell'inquinamento atmosferico, in particolare delle polveri sottili. Ma se in Italia chi vive e lavora nelle principali città non respira un'aria salubre, anche nel resto d'Europa la situazione non è migliore. Secondo il rapporto Ecosistema Europa 2007 di Legambiente e Ambiente Italia su 30 città europee monitorate quasi la metà presentano concentrazioni medie annue di polveri sottili maggiori della soglia stabilita dalla legge.

Anche sul fronte normativo non sono arrivati i segnali auspicati: il 10 dicembre scorso l'Europarlamento ha varato la nuova direttiva sulla qualità dell'aria, in discussione da circa due anni. Tra gli elementi di novità sono stati introdotti gli obiettivi specifici per le polveri fini (Pm2,5): 25 microgrammi per metro cubo da raggiungere entro il 2015. Un limite che, secondo Legambiente, non tiene conto degli studi esistenti, tra cui quelli dell'Organizzazione Mondiale di Sanità, che indicano come valore guida per questo parametro quello di 10 microgrammi per metro cubo.

La normativa europea non ha fatto grandi passi in avanti neanche sul tema della qualità dell'aria: pur indicando l'obbligo di intervenire nel caso in cui i valori superino le soglie fissate dalla legge, non sono stati specificati nel dettaglio gli obiettivi da raggiungere e i tempi in cui rientrare nei limiti. Ancora una volta non è stato previsto un sistema sanzionatorio utile a spronare gli amministratori ad attuare interventi realmente efficaci per migliorare la qualità dell'aria.

«Car sharing, taxi collettivi, intermodalità tra bicicletta e treni metropolitani: sono tanti gli strumenti che si possono attuare nel nostro paese per sviluppare un trasporto pubblico efficiente, differenziato e competitivo con il mezzo privato. Ma per vincere la sfida della mobilità urbana - ha continuato Cogliati Dezza - è necessario soprattutto, un ruolo decisivo del Governo Centrale che, tuttavia, anche nell'ultima finanziaria ha preferito investire nelle autostrade e abbandonare a se stesso il trasporto pendolare ferroviario che interessa ogni giorno 1.600.000 persone. Secondo l'associazione, in attesa di nuovi finanziamenti dallo Stato, i sindaci dovrebbero mettere in campo misure volte a ricavare i fondi per gli interventi necessari, sulla scia del road pricing di Milano attivo dal gennaio 2008. Il pedaggio per entrare con le quattro ruote nei centri urbani è un provvedimento in cui crediamo, forti delle esperienze positive di riduzione di traffico e inquinamento in grandi città come Londra e Stoccolma». E' indispensabile però, secondo Cogliati Dezza, che i proventi siano interamente investiti nel potenziamento del trasporto pubblico: «Per questo vigileremo perché abbia successo e sia davvero uno strumento utile per combattere smog e congestione, liberando i polmoni dei cittadini e le strade della città».

22 Gennaio 2008

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