Esperienze

Pomos, due anni di vita tra idee ed ecoprogetti

Biennio di attività per il Polo per la mobilità sostenibile di Cisterna di Latina. Il professor Frattale Mascioli: «Valorizziamo il territorio»

Due anni per promuovere non solo ricerca e progetti legati alla mobilità sostenibile, ma anche e soprattutto uno stretto rapporto tra scienza, territorio e cultura. Il Polo per la Mobilità Sostenibile (Pomos) di Cisterna di Latina ha raggiunto il primo traguardo importante della sua giovane, ma intensa, vita di ricerca.

Un centro di ricerca universitario, aperto nel dicembre 2008 nel comune della provincia di Latina, legato al dipartimento Diet (Ingegneria dell'informazione, elettronica e telecomunicazioni) della facoltà di Ingegneria della Sapienza di Roma, che ha il suo punto di forza nel trasferimento tecnologico, tra il know how universitario e piccole e medie imprese, sia locali che nazionali, fondazioni, grandi aziende e altri centri di ricerca.

Nell'evento dal titolo "Pomos 2008-2010. Due anni di progetti in movimento", si sono voluti presentare i risultati di due anni di attività, tra progetti territoriali, europei, regionali e realizzazione di prototipi. «Vivo ormai da tempo il Pomos e conosco le potenzialità del progetto - ha commentato il sindaco di Cisterna di Latina, Antonello Merolla - Continueremo a incentivare le iniziative come questa in grado di trasferire la ricerca qualificata alle imprese».

Un pensiero condiviso anche dal professor Gianni Orlandi, direttore del Dipartimento Diet alla Sapienza-Università di Roma: «Il Pomos è una scommessa vinta da parte di quanti - ha detto - credono che compito dell'Università sia anche quello di occuparsi dellla qualificazione territoriale. Una cosa che ancora non appartiene alla cultura accademica dell'Italia, ma che diventerà sempre più importante se non altro per supportare l'elevato numero di piccole e medie imprese presenti».

Tra le altre voci che hanno celebrato questo primo biennio di ricerca applicata quella di Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell'Ambiente quando l'esperienza Pomos iniziò, oggi presidente della Fondazione UniVerde: «Il Polo di Cisterna è un bell'esempio di come si possano utilizzare le risorse pubbliche in ambito di green economy. Quest'ultima, possiamo dire con certezza, si basa principalmente su due grandi settori: le energie rinnovabili e la mobilità sostenibile che vanno supportate in ogni tipo di tecnologia possibile. L'importante - ha concluso Pecoraro Scanio - è che, come nel caso del Pomos, queste attività restino sul territorio come segno tangente di lavoro e applicazione».

Parole apprezzate dal responsabile scientifico del Pomos, il professor Fabio Massimo Frattale Mascioli: «I nostri prototipi elettrici vengono sempre fatti assieme a realtà imprenditoriali del posto. Cerchiamo di legare il più possibile i cittadini al territorio, sia a livello imprenditoriale che lavorativo: non è un caso che puntiamo a coinvolgere nei nostri progetti i giovani laureati del posto che altrimenti andrebbero a lavorare altrove».

Alessandro Noto

02 Dicembre 2010

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