Non c'è ministro che tenga, se si tratta di entrare al summit di Copenhagen. Dopo gli ormai noti disservizi e disagi per giornalisti e addetti ai lavori (fino a 8 ore di fila per l'ingresso con tanto di accredito), la giornata odierna ha fatto registrare una vittima illustre: Stefania Prestigiacomo.
Il ministro dell'Ambiente italiano, non solo ha dovuto aspettare un'ora per entrare alla conferenza, davanti ai poliziotti che non volevano convincersi che fosse un ministro che doveva partecipare alla sessione negoziale in corso nel Bella Center, ma ha dovuto anche attendere l'intervento dell'ambasciatore italiano, che era all'interno del centro congressi, grazie al quale ha superato le transenne sollevata di peso da un addetto alla sicurezza.
Gli organizzatori hanno migliorato la gestione delle lunghissime file per l'accesso al Bella Center, incanalando, già da ieri, giornalisti, funzionari Onu e delegati nazionali in una fila diversa da quella delle Ong, che hanno portato qui a Copenaghen decine di migliaia di militanti ambientalisti.
Tuttavia, le due file diverse convergono all'ingresso del Centro conferenze in un un'unico gruppo, prima dei metal detector: così, quando la pressione dovuta ai numerosissimi militanti delle Ong diventa troppo forte, la polizia danese chiude l'entrata e blocca tutti, militanti, giornalisti, delegati e ministri, schiacciandoli contro le transenne, senza alcuna distinzione.
16 Dicembre 2009