Pubblicità automobili, poche info su emissioni

Lo dice la onlus Terra! che ha aggiornato il rapporto "Venditori di fumo": le aziende non offrono sufficienti informazioni sull'inquinamento delle quattroruote

A distanza di quasi un anno dalla prima indagine, la onlus Terra! ha presentato un aggiornamento del rapporto "Venditori di Fumo" che ha avuto l'obiettivo di verificare sul campo se vi siano stati dei miglioramenti da parte delle case automobilistiche nel presentare ai consumatori le informazioni sui consumi e sulla CO2 nelle pubblicità delle proprie autovetture.

Poco o nulla è cambiato rispetto a un anno fa: le pubblicità delle auto, salvo qualche eccezione e miglioramento sulla carta stampata, risultano illegali. Come evidenziato nel primo rapporto, il 91% delle pubblicità risultava essere illegale.

Dopo 11 mesi dalle prime rilevazioni la situazione resta pressoché invariata: quasi l'87% delle pubblicità è illegale o perché non riporta alcuna informazione sui consumi di carburante e sulle emissioni di CO2, o perché questi vengono riportati in caratteri di piccole dimensioni, poco leggibili e rilevanti rispetto al messaggio principale, e quindi inutili ai fini di una scelta consapevole da parte del consumatore.  

«L'illegalità sembra essere più la norma che l'eccezione, l'industria automobilistica e i concessionari continuano a farsi beffa della salute di cittadini e ambiente, negando ai consumatori la possibilità e il diritto di fare una scelta oculata e sostenibile, per il portafoglio e per l'ambiente» il commento di Daniel Monetti di Terra!

Secondo quanto previsto dal Dpr 84/2003 le informazioni sui consumi e sulle emissioni degli autoveicoli pubblicizzati, devono essere di facile lettura e con la stessa evidenza rispetto alle informazioni principali fornite nel materiale promozionale e devono essere facilmente comprensibili anche a una lettura superficiale.  

«Dai dati emersi da questa seconda indagine - conclude Monetti - risulta evidente come, dopo ormai sette anni dall'entrata in vigore della legge, tutte le parti coinvolte non siano ancora riuscite ad adempiere al dovere di soddisfare il diritto del cittadino a sapere quanta CO2 emetterà l'auto che vuole comprare».

26 Febbraio 2010

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