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Batterie, raccolta obbligatoria dal 2009

A stabilirlo il decreto 188/08 entrato in vigore il primo gennaio 2009. Istituito anche il “Centro di coordinamento pile ed accumulatori”.

Alkaline e al piombo, ricaricabili e usa e getta, a stilo e a bottone, per i veicoli e per l'elettronica: da quest'anno la raccolta differenziata di batterie diventa obbligatoria per tutte le tipologie di pile e accumulatori. Dal primo gennaio, infatti, è entrato in vigore il decreto legislativo 188 del 20 novembre 2008 che dispone l'obbligo di raccolta e trattamento delle batterie al piombo, utilizzate per gli autoveicoli, e di quelle degli elettroutensili.  

A differenza delle batterie al piombo, le pile e i piccoli accumulatori, proprio per via delle loro ridotte dimensioni e del fatto che raramente è necessario ricorrere ai centri di assistenza per la loro sostituzione, vengono gettati nel cestino per poi finire in modo indifferenziato nelle discariche. Per far fronte questo fenomeno, il dlgs 188/08 ha anche istituito il "Centro di coordinamento pile ed accumulatori": il suo compito sarà quello di organizzare un sistema capillare di raccolta di pile e accumulatori esauriti che copra in modo omogeneo l'intero territorio nazionale.

Il Centro dovrà poi informare, sensibilizzare e favorire la ricerca e lo sviluppo per la fabbricazione di pile ed accumulatori con una sempre maggiore efficienza ambientale. I dati relativi alla raccolta ed al riciclaggio dei rifiuti di pile e accumulatori verrano trasmessi all'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).   

Il decreto introduce anche un'altra novità: a farsi carico dei costi di raccolta e riciclo saranno produttori di pile e accumulatori, organizzati in Consorzi o Sistemi Collettivi. Come spiega Marco Arnaboldi, presidente del "Centro di coordinamento pile e accumulatori": «Finora in Italia era obbligatorio il recupero delle sole batterie al piombo, utilizzate per l'avviamento di ogni tipo di automezzo. E in questo servizio, assicurato dal Cobat, il nostro Paese ha raggiunto risultati di eccellenza tanto significativi da essere assunto ad esempio per altri Stati europei e non».  

«Il nostro obiettivo - conclude Arnaboldi - è quello di operare per raggiungere quegli importanti obiettivi di raccolta previsti dal legislatore nel pieno rispetto di quello spirito di  libero mercato, assicurando trasparenza, operatività e funzionalità secondo i dettami ed i criteri che le nostre istituzioni hanno voluto profondere nel decreto di recepimento.

12 Gennaio 2009

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