Focus

Rapporto Rifiuti 2007: Apat presenta i dati

Nel 2006 cresce la produzione di rifiuti e la raccolta differenziata. Tra le regioni più virtuose ci sono Trentino Alto Adige e Sardegna

Novità e conferme dal Rapporto Rifiuti Apat (Agenzia protezione ambiente e territorio), presentato stamattina a Roma alla presenza del ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, e del presidente dell’Agenzia, Giancarlo Viglione.

Cresce ancora la produzione nazionale di rifiuti urbani e si attesta, nell’anno 2006, a 32,5 milioni di tonnellate con un incremento rispetto all’anno precedente, superiore al 2,7% (circa 860 mila tonnellate). A differenza degli anni precedenti, l’aumento più consistente si osserva al nord Italia, la cui produzione cresce del 3% circa, a fronte dei quasi 2,9 punti percentuali al sud e dell’1,8% osservato al centro.

E’ quest’ultima macroarea, al contrario, a registrare il valore maggiore pro capite nella produzione di rifiuti: con 638 kg per abitante per anno, infatti, le regioni centrali conquistano l’infelice primato, distaccandosi nettamente dal sud (509 kg) e dal nord (544 kg). In termini percentuali, tuttavia le regioni meridionali registrano incrementi più del resto d’Italia: circa il 3%, in contrapposizione al 2,4% del nord e una sostanziale stabilità del centro (-0,2%).Nello specifico è la Toscana, con 700 kg pro capite, la regione che produce il quantitativo maggiore di rifiuti, seguita da Emilia Romagna (677 kg), Umbria (661 kg) e Lazio (611 kg); in coda alla classifica, la Basilicata, con 401 kg pro capite, il Molise (405 kg), la Calabria (476 kg), il Friuli Venezia Giulia (492 kg) e il Trentino Alto Adige (495 kg). Ciononostante, tra il 2005 e il 2006 i maggiori incrementi si rilevano per la Puglia (+5,1% di crescita del pro capite), la Sicilia (+4,2%) e la Basilicata (+4,1%).

L’analisi dei dati relativi alla gestione dei rifiuti urbani, nell’anno 2006, mostra ancora una riduzione del ricorso alla discarica, che decresce di 0,7 punti percentuali rispetto al 2005, pur facendo registrare, in termini quantitativi, un incremento rispetto allo stesso anno (+300 mila tonnellate di rifiuti, pari ad un incremento percentuale dell’1,7%). La discarica si conferma, tuttavia, la modalità di gestione dei rifiuti urbani più diffusa. Cresce del 6,3% al centro, il quantitativo di rifiuti urbani destinato a questa opzione di gestione, mentre nelle altre aree i numeri sono rimasti identici. La Lombardia mantiene il primato virtuoso di regione che conferisce in discarica la percentuale inferiore di rifiuti urbani prodotti: 17% del totale. Rimangono nelle posizioni basse della classifica Sicilia, Molise e Puglia responsabili di un ricorso elevatissimo allo smaltimento in discarica, rispettivamente 94%, 93% e 91%. Non distante il Lazio, con oltre 2,8 milioni di tonnellate smaltite pari all’85% di quanto prodotto: la sola città di Roma, nel 2006, ne ha smaltito in discarica 1,5 milioni di tonnellate, a fronte dei 2 milioni dell’intera provincia.

Nel complesso positiva la diffusione della raccolta differenziata: a livello nazionale, registra una percentuale del 25,8%della produzione totale dei rifiuti urbani, contro il 24,2% rilevato nel 2005. Il Trentino Alto Adige è la regione più virtuosa sotto questo profilo con una percentuale di differenziata pari al 49,1%. Nella classifica seguono Veneto( 48,7%), Lombardia (43,6%) e Piemonte (40,7%). Fanalini di coda il Molise (5%), la Sicilia (6,6%) e la Basilicata (7,8%). Il Lazio si colloca intorno all’11%. La Sardegna merita una menzione speciale registrando un incremento della percentuale di differenziata di 10 punti, passando dal 9,9% del 2005 al 19,8% del 2006.

 

06 Febbraio 2008

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