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L'Italia dei rifiuti, tra caos ed eccellenze

Presentato a Roma "Ambiente Italia 2009 - Rifiuti made in Italy", l'annuale rapporto di Legambiente sullo stato di salute della nostra Penisola

Un'emergenza non ancora risolta, un divario netto tra Nord e Sud del Paese, lo specchio delle difficoltà della politica italiana. Questa, in poche parole, la fotografia scattata da "Ambiente Italia 2009 - Rifiuti made in Italy", l'annuale rapporto di Legambiente sullo stato di salute dell'ambiente in Italia (edito da Edizioni Ambiente) dedicato quest'anno a uno dei temi più discussi degli ultimi tempi: i rifiuti.

Dallo studio - in cui non mancano le performance positive, le eccellenze e le opportunità su cui scommettere - si evince come soprattutto nel Centro Sud  il 54% dei rifiuti urbani venga ancora smaltito in discarica, con il record della Sicilia che raggiunge la percentuale del 94%. Negli ultimi 15 anni, cinque Regioni (Calabria, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia) sono state commissariate per l'emergenza rifiuti, costata agli italiani circa 1,8 miliardi di euro, senza aver ottenuto alcun risultato tangibile.

Altre due emergenze riguardano invece tutto la Penisola: l'aumento della produzione nazionale dei rifiuti urbani (+12% dal 2000 al 2006, nonostante esistano esperienze europee dove la prevenzione è stata praticata con successo come in Germania, Regno Unito, Belgio e Svezia); il fenomeno degli smaltimenti illeciti di quelli speciali (nel 2005 ne sono scomparsi nel nulla 19,7 milioni di tonnellate, formando un'immaginaria montagna alta 1.970 metri e alimentando un business illegale annuo di circa 4,5 miliardi di euro).

Ma esiste anche un'Italia di qualità nella gestione dei rifiuti. Sono infatti 1.081 i Comuni "ricicloni" nazionali premiati da Legambiente per aver superato nel 2007 l'obiettivo di legge del 40% di raccolta differenziata. Le Regioni più all'avanguardia sono Trentino Alto Adige e Veneto che hanno sfiorato il 50% di differenziata nel 2006, mentre Lombardia e Piemonte hanno superato la soglia del 40%. Non mancano sorprese nel resto d'Italia, come nel caso della Sardegna passata dal 3% nel 2002 al 38% nel dicembre 2008.

«I dati di Ambiente Italia 2009 sono il giusto strumento per capire in quali settori intervenire per intraprendere il green new deal globale da cui l'Italia non puo' e non deve rimanere esclusa - il commento del presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza - Un aiuto in questo senso puo' venire dalle politiche per il contrasto del cambiamento climatico che dovranno attivare un sistema di incentivi e penalizzazioni e ripensare la politica fiscale, in modo da spostare la tassazione dal lavoro al consumo di risorse preziose come quelle ambientali».

03 Marzo 2009

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