Rinnovabili, troppe restrizioni regionali

A dirlo è l'Antitrust: tanti i contesti normativi difformi. Auspicabile una tempestiva approvazione delle linee guida nazionali per garantire concorrenza

La mancanza di un comune denominatore nelle regolamentazioni regionali relative alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ha creato contesti normativi "significativamente difformi", con ostacoli diretti e indiretti nell`accesso al mercato e "ingiustificate distorsioni" della concorrenza tra operatori localizzati in diverse aree del territorio nazionale.

Lo segnala l`Antitrust che auspica una tempestiva approvazione delle linee guida nazionali la cui bozza è stata sottoposta dai ministeri competenti ai soggetti economici interessati e a Regioni ed Enti locali.

Per l`Autorità le linee guida dovrebbero consentire il superamento dei problemi che hanno ostacolato sino ad ora un pieno sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili.

Nel complesso la loro formulazione è infatti coerente con l`obiettivo di rimuovere le restrizioni nell`accesso alla produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile e le difformità esistenti tra le varie situazioni locali nei processi di autorizzazione all`esercizio di tale attività. E` tuttavia necessario che alcune previsioni siano meglio precisate.

In particolare, sarebbe auspicabile che le linee guida contenessero "un`indicazione circa l`importo massimo degli oneri istruttori che i Comuni possono richiedere, definendolo non in forma fissa ma in percentuale rispetto alla produzione annua stimata o alla potenza installata: in questo modo non verrebbero discriminati gli impianti di piccole dimensioni", osserva l'Autorità.

Per incentivare forme di concorrenza tra le diverse possibili localizzazioni sarebbe inoltre opportuno imporre la trasparenza dei contributi previsti dalle singole amministrazioni.

La cauzione a garanzia dei lavori per l`eventuale smantellamento degli impianti andrebbe inoltre, secondo l`Autorità, "determinata da soggetti terzi indipendenti, debitamente qualificati, per assicurare che la quantificazione della cauzione risulti effettivamente oggettiva e orientata ai costi delle operazioni necessarie".

Infine, nelle linee guida vengono opportunamente individuati i principi generali che le Regioni dovranno seguire nella definizione delle misure di compensazione: il richiamo a criteri oggettivi nella loro quantificazione dovrebbe consentire di evitare restrizioni dell`accesso al mercato e discriminazioni tra operatori presenti in diversi contesti geografici.

19 Aprile 2010

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