Focus

Biomasse, quel mondo rinnovabile da scoprire

Una delle fonti alternative di energia con un buon potenziale di crescita. Il mercato italiano salito del 20% nel 2010 per 3,5 miliardi di fatturato

In principio fu il legno, poi vennero il cippato, il pellet, l'olio combustibile e il biogas. La biomassa è una delle più antiche fonti di energia rinnovabile, presente da sempre nella vita dell'uomo, prima in forma di semplice legname da ardere e poi nei secoli, via via, sotto forma di sostanze più complesse ma con una matrice organica, vegetale o animale, destinata a fini energetici.

Un business che ha trovato il suo spazio anche in Italia con un aumento del giro d'affari che ha fatto un enorme balzo proprio nell'ultimo anno: nel 2009, infatti, il mercato delle biomasse ha registrato il 20% in più di fatturato per un totale di 3,5 miliardi di euro, con una copertura del 3,5% del fabbisogno energetico nazionale.

Cifre piccole se si pensa ai Paesi dell'Europa settentrionale, dove le biomasse sono più utilizzate, ma che garantiscono all'Italia il terzo posto europeo con un record per quel che riguarda i caminetti e le stufe a pellet: un vero e proprio dominio incontrastato per il settore italiano in quest'ultimo segmento. Il trend delle biomasse è positivo è ben distribuito su tutti i comparti, eccetto nella produzione di energia termica e nei biocarburanti.

Biodiesel, bioetanolo, cippato, pellet e biogas sono i principali esempi di biocombustibili, cioè combustibili solidi, liquidi o gassosi derivati direttamente dalle biomasse oppure ottenuti mediante la trasformazione strutturale del materiale organico. Il totale disponibile per i diversi usi è pari a un valore compreso fra 24 e 30 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio all'anno.

Le regioni dove è più vantaggioso e più semplice produrre energia da biomassa in Italia sono quelle alpine, prealpine e appenniniche, in particolare le aree molto ricche di vegetazione e quindi di materia prima. L'Alto Adige, anche grazie alla vicinanza con l'Austria dove la biomassa è molto sfruttata, è certamente all'avanguardia in questo.

Anche se quando si pensa alle energie rinnovabili l'immaginario porta al vento e al sole, la brevità del periodo di ripristino fa si che le biomasse rientrino a pieno titolo tra le fonti alternative, perché il tempo di sfruttamento della sostanza è paragonabile a quello di rigenerazione. Fino a quando le biomasse bruciate sono rimpiazzate con nuove biomasse, l'immissione netta di anidride carbonica nell'atmosfera è nulla.

Oltre al pellet, al cippato, al biogas e ai biocombustibili, nel variegato mondo delle biomasse rientrano anche tutti i prodotti delle coltivazioni agricole e della forestazione, compresi i residui delle lavorazioni agricole e della silvicoltura, gli scarti dei prodotti agroalimentari destinati all'alimentazione, i residui, non trattati chimicamente, dell'industria della lavorazione del legno e della carta. E ancora tutti i prodotti organici derivanti dall'attività biologica degli animali e dell'uomo, come quelli contenuti nei rifiuti urbani.

Per l'utilizzo del potenziale energetico delle biomasse sono state sviluppate negli anni diverse tecnologie di conversione. Attualmente i processi di utilizzo si possono dividere in due categorie: quelli termochimici e quelli biochimici. Per i primi si sfrutta l'azione del calore per trasformare la materia in energia. La tecnica termochimica è utilizzata per i residui cellulosici e legnosi: in particolare la legna e tutti i suoi derivati (segatura, trucioli e simili), sottoprodotti colturali di tipo lignocellulosico (paglia di cereali, residui di potatura della vite e dei fruttiferi), scarti di lavorazione (pula, gusci, noccioli).

Tra i trattamenti più innovativi e a basso impatto ambientale lo c'è lo steam explosion. Il processo consiste nell'uso di vapore saturo ad alta pressione per riscaldare rapidamente legno, o qualsiasi altro materiale lignocellulosico, in un reattore che può essere ad alimentazione continua o discontinua.

I processi di conversione biochimica, invece, sono dovuti al contributo di enzimi, funghi e micro-organismi che si formano nella biomassa sotto particolari condizioni. Idonei a questo trattamento sono le colture acquatiche, le foglie e gli steli di barbabietola, ortive, patata, gli scarti di lavorazione e la biomassa eterogenea immagazzinata nelle discariche controllate.

 

Alessandro Noto

11 Gennaio 2011

Share |

Biomasse, la nuova edizione del forum

Evento principale della giornata sarà il Forum Mondiale sulle bioenergie

Troppe discariche, Europa vs l'Italia

Aperta una procedura d’infrazione nei confronti della Penisola per 102 siti

Ambiente, meno soldi dallo Stato

Decremento del 20% nel 2012, del 26% nel 2013 e 32% nel 2014

Piano Anbi 2012 per tutela territorio

Le proposte per arginare un fenomeno che divora tre milioni di territorio

Eolico: investimenti milionari Ue 2011

Dati Ewea: dai 27 Paesi spesi 12,6 miliardi per una produzione di 93.957 MW

Global warming, sole responsabile?

Ricerca tedesca: stella responsabile per il 50% del riscaldamento del Pianeta
Giovedì 24 Luglio 2014 12:30:27
chiudi

Recupero password

Inserisci la tua mail e ti
rimanderemo la tua password:

Registrati Hai dimenticato la password