Il cammino da compiere verso una rivoluzione energetica basata su basse emissioni di carbonio è ancora lungo e anche pieno di insidie. Tuttavia i primi segnali in tal senso sono già visibili e concreti.
Lo evidenzia l'Agenzia internazionale per l'Energia, che nel nuovo studio "Energy technology perspectives 2010" rileva che l'investimento globale nella produzione elettrica da fonti rinnovabili ha raggiunto nel 2008 i 112 miliardi di dollari. Un valore rimasto sostanzialmente stabile nel corso del 2009 nonostante la grave recessione economica.
Nei Paesi dell'Ocse - rileva lo studio - il tasso di miglioramento dell'efficienza energetica è aumentato di quasi il 2% annuo, più del doppio del valore medio che ha caratterizzato gli anni Novanta.
Inoltre i finanziamenti per la ricerca, lo sviluppo e la dimostrazione di tecnologie energetiche a basso tenore di carbonio sono aumentati addirittura di oltre il 30% tra il 2005 e il 2008, facendo segnare un'inversione di tendenza significativa rispetto ad un trend iniziato negli anni Ottanta.
Tutto ciò dimostra, afferma l'Iea, che si è finalmente imboccata la strada giusta per limitare i danni dei cambiamenti climatici. Tuttavia, gli sviluppi attuali si presentano ancora fragili e frammentati e l'evoluzione complessiva del sistema delle tecnologie energetiche sostenibili si rivela ancora troppo lenta per poter contrastare efficacemente la progressione dell'aumento della temperatura terrestre.
«Ancora oggi - ha dichiarato il direttore esecutivo dell'Iea, Nobuo Tanaka - oltre 1,5 miliardi di persone non hanno accesso all'elettricità. Risulta quindi evidente che per poter sostenere nell'immediato futuro gli sforzi di elettrificazione nelle aree arretrate del Pianeta, occorre assumere nuove priorità e dotarsi di strategie efficaci per rompere il legame storico tra emissioni di CO2 e produzione economica».
06 Luglio 2010