L'India ha le potenzialità per divenire in assoluto il Paese leader mondiale nelle fonti rinnovabili, grazie alle enormi potenzialità non sfruttate e agli orientamenti politici di sostegno al settore.
E' quanto sostiene la società indiana di analisi dei mercati Cygnus che, sulla base dei progetti avanzati, prevede un fortissima crescita del prevede nei prossimi anni, in particolare nel solare, eolico, idroelettrico e biomasse.
Attualmente in India (quasi 1,2 miliardi di persone, con una domanda di energia in forte aumento: per un confronto si consideri che i consumi elettrici pro-capite sono circa 10 volte inferiori a quelli italiani) sono installati circa 15.000 megawatt di impianti alimentati da nuove fonti rinnovabili (cioè escluso il grande idroelettrico, che da solo ha una potenza installata di circa 35.000 MW).
Negli ultimi tre anni la potenza installata da nuove fonti rinnovabili è cresciuta di 5.531 MW, così suddivisi: 3.857 MW eolici, 1.046 MW biomasse (di cui 724 MW alimentati a bagassa, residuo fibroso della canna da zucchero), 619 MW mini idroelettrico, 20 MW da impianti di recupero energetico dai rifiuti e 8 MW da centrali solari.
La parte del leone, dunque, l'ha fatta l'eolico che al momento rappresenta il 70% della capacità installata nelle rinnovabili in India, con 10.926 MW a fine 2009 (quinto Paese al mondo).
Ma ora i nuovi programmi di sviluppo puntano soprattutto sull'idroelettrico e nel solare. Circa l'idroelettrico, nel 2003 è stata varata l'iniziativa "50.000 MW", con l'obiettivo di realizzare 162 nuove centrali, tra grandi e piccole, per una potenza complessiva di 47.930 MW.
Attualmente ne sono in costruzione 77 delle più grandi, pari ad una potenza di 37.000 MW. Per il solare l'obiettivo è di realizzare ulteriori 20.000 MW (tra impianti fotovoltaici e a concentrazione) nel periodo 2010-2022, rispetto ai 9.500 MW oggi installati.
26 Aprile 2010