Satellite nello spazio per studio ghiacci polari

Lancio del "CryoSat 2": utilizzerà una tecnologia radar da 720 km di altitudine - con dettagli di un centimetro - per misurarne lo spessore e saperne di più

Le speranze degli scienziati di chiarire con precisione gli effetti del riscaldamento globale sui ghiacci polari, vanno in orbita con il satellite che l'Agenzia spaziale europea ha deciso di lanciare.

La missione CryoSat 2 rileverà i dettagli dei cambiamenti delle calotte ghiacciate dei poli e contribuirà a fornire gli elementi di un allarmante quadro di ritiro dei ghiacci.

La maggior parte degli esperti concordano nell'attribuire al cambiamento climatico effetti drastici sui ghiacci perenni, ma altri sostengono che ne sappiamo ancora troppo poco.

CryoSat 2 utilizzerà una tecnologia radar da 720 chilometri di altitudine, per misurare lo spessore del ghiaccio che ricopre suoli e mari e verificarne i cambiamenti con una tolleranza di un centimetro, un dettaglio impressionante dato che il ghiaccio antartico è spesso oltre tre chilometri.

«Speriamo di capire meglio il ruolo del ghiaccio marino nel sistema climatico e di saperne di più sullo spessore del ghiaccio sul suolo» ha detto Heinrich Miller, uno dei due direttori del progetto.

La missione CryoSat avrebbe dovuto partire nel 2005, ma ha subito un duro colpo quando il razzo di lancio non ha funzionato e il satellite è andato perduto (insieme ai 100 milioni di euro di costi della missione).

Nel 2006, l'Esa ha deciso di ricostruire il satellite e lanciarlo nel 2009, ma i vari tentativi (l'ultimo a febbraio) dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, sono stati rinviati per problemi tecnici. L'agenzia ritiene che il satellite, che pesa 700 chilogrammi e dovrebbe essere attivo per tre-cinque anni.

08 Aprile 2010

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