Esperienze

Batterio dello Stelvio
per la lotta allo smog

Una ricerca condotta dall’istituto di Microbiologia di Agraria di Piacenza ha individuato microorganismi nei ghiacci che si nutrnono di inquinanti

Una ricerca d’alta quota e a temperature bassissime getta le basi per creare nuovi studi per il risanamento di ambienti inquinati e per saperne di più della diversità biologica negli ambienti estremi.

A condurla l’Istituto di Microbiologia dell’Università Cattolica, con sede a Piacenza, nel gruppo dell’Ortles-Cevedale, partendo da una evidenza scientifica: i ghiacciai racchiudono, a basse temperature, e in molti casi ad alta quota, organismi viventi.

Gli studi effettuati nelle basi scientifiche antartiche e artiche negli ultimi anni hanno evidenziato popolazioni microbiche altamente adattate a questi ambienti estremi. Su questa base i microbiologi della facoltà di Agraria  hanno progettato studi e ricerche sulla biodiversità microbica nei ghiacciai alpini.

L’area scelta per l’attività di ricerca, dove prendere abbastanza facilmente campioni di ghiaccio senza affrontare costosi problemi di logistica, è stato il ghiacciaio del Madaccio, nel massiccio montuoso dell’Ortles-Cevedale, vicino a Passo Stelvio.

Le carote di ghiacciaio del Madaccio sono state prelevate a valle dell’area dello sci estivo di Passo Stelvio, grazie a sonde per il carotaggio appositamente costruite da una ditta piacentina, e sono stati trasportate, congelate, fino ai laboratori della facoltà di Agraria, per essere analizzate.

I risultati che si stanno ottenendo sono sorprendenti. L’acqua che si ottiene dalla fusione delle carote di ghiaccio, prelevate a 3.150 metri di quota, contiene una ricca comunità batterica caratterizzata da una elevata biodiversità.

I microrganismi estremofili, la cui definizione deriva proprio dal fatto che vivono bene in condizioni ambientali impensabili per gli altri organismi, sono stati conservati e studiati in laboratorio.

Con il sequenziamento del Dna realizzato in facoltà sono stati identificati Frigobacterium sp., Polaromonas sp., Pseudomonas sp., Micrococcus antarticus, tutte specie già identificate in ghiacciai dell’Antartide o nel circolo polare artico.

Le analisi chimiche effettuate  hanno mostrato, in diversi campioni, elevati contenuti di inquinanti, idrocarburi policiclici aromatici (derivati della combustione dei derivati del petrolio) e policlorobifenili (Pcb), provenienti da lubrificanti.

27 Ottobre 2011

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