Focus

Con polveri sottili più
patologie respiratorie

Lo rivelano i dati finali del progetto “Tosca” dell’Università di Milano-Bicocca. Tre anni di ricerche sulla composizione del particolato di Milano

L’esposizione a elevate concentrazioni di Pm, le famigerate polveri sottili, è un fattore di rischio per l’insorgenza o riacutizzazione di malattie respiratorie e cardiovascolari. Gli effetti prodotti e i meccanismi di azione dipendono dalla dimensione e dalla composizione chimica e microbiologica del particolato che si respira.

Infatti, il particolato estivo, ricco di batteri che contengono endotossine, provoca la riacutizzazione di patologie respiratorie di tipo infiammatorio, mentre quello invernale, ricco di particelle ultrafini, che sfuggono ai processi di difesa, produce modificazioni nel controllo dei meccanismi cellulari, più evidenti sul lungo periodo per esposizione cronica.

Questi in sintesi, i risultati finali del progetto “Tosca” (Tossicità del particolato atmosferico e marker molecolari di rischio), condotto dall’Università di Milano-Bicocca, progetto multidisciplinare durato da giugno 2008 a giugno 2011 che ha indagato la tossicità del particolato atmosferico in ambiente urbano.

Secondo i ricercatori, dunque, le stagioni – estate e inverno in particolare – hanno un ruolo importante negli effetti che il particolato ha sulla salute. Questo dipende dalla composizione chimica delle polveri, dalle quantità relative delle diverse componenti del particolato e dalle loro dimensioni e dalle comunità batteriche presenti.

Queste proprietà variano nelle stagioni e condizionano l’insorgenza di diversi possibili effetti sulla salute, quali malattie respiratorie e cardiocircolatorie. L’esposizione alle polveri è risultata sempre più elevata nel periodo invernale, quando il contributo dei livelli outdoor è maggiore per le emissioni da più sorgenti e per le condizioni climatiche sfavorevoli. Tuttavia, anche la permanenza in ambienti chiusi, quali uffici e abitazioni, a causa della presenza di particolari emissioni, determinano un significativo incremento dell’esposizione a particelle ultrafini.

Alle concentrazioni di Pm10 estivo, a causa della particolare composizione, corrisponde la tendenza a un aumento del numero di ricoveri ospedalieri per cause respiratorie, aumento che viene mitigato dall’uso di farmaci prescritti per queste patologie.

22 Settembre 2011

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