Le cifre a volte possono spaventare o confondere. Megawatt, test, efficienza, pannelli solari e moduli. Parole che prendono forma e aggiungono mattoni a un futuro sostenibile, come nello stabilimento Tenesol di Tolosa (Francia). Nella nostra visita alla fabbrica dove nascono i prodotti della compagnia francese per il mercato europeo abbiamo seguito le fasi della produzione e indagato sui controlli di qualità e sulle future prospettive della società, da quasi 30 anni attiva nel settore.
Pannelli al “microscopio”
Ciascuno dei pannelli fotovoltaici prodotti da Tenesol viene sottoposto, prima di uscire dalla fabbrica a 52 controlli e test. Uno standard molto più elevato rispetto ai normali 10 check effettuati sui moduli, che vengono sottoposti anche all'elettroluminescenza, un esame che solo questa società fa in Francia. Un approccio che viene definito Total Quality. «La qualità è uno dei punti chiave per Tenesol insieme alla sicurezza per le persone, per i clienti e per i lavoratori - ha spiegato Claude Escala, Europe director - Stiamo cercando di eliminare tutti i possibili bachi, per migliorare il sistema, ridurre i costi anche lavorando sul campo e formando i nostri partner ».
I moduli di Tenesol sono prodotti in silicone policristallino e monocristallino, ma la compagnia sta sviluppando anche nuove celle inserite in lastre di vetro di altissima qualità con il produttore Agc. Una soluzione che consente maggiori ipotesi di integrazione e di utilizzo dei pannelli nell'edilizia.
Chiavi in mano
Tenesol non si limita soltanto alla produzione dei pannelli, ma dà un'offerta completa dall'ideazione e produzione fino all'installazione e gestione del tetto fotovoltaico, dell'impianto di medie e piccole dimensioni o di taglio industriale.
Nuovi progetti
«Stiamo lavorando su prodotti di lungo periodo: nuovi sistemi di stoccaggio dell'energia prodotta da fonti rinnovabili, altri tipi di integrazione dei pannelli nelle strutture esistenti o ex novo – ha continuato Escala - nuovi tipi di moduli per fare fronte alle nuove richieste che ci vengono dal mercato in particolare in Europa dove con la normativa 20-20-20 ogni nuovo edificio dovrà essere alimentato da fonti rinnovabili. Credo che questa sia la via che dobbiamo seguire se vogliamo essere un player internazionale nel settore del fotovoltaico per lungo tempo».
Tenesol in Italia
«Abbiamo iniziato nel 2010 con un buon successo. L'idea è trasferire la nostra conoscenza e adattarla alle specifiche del territorio nazionale sia per la rete che per gli edifici. Stiamo lavorando con il nostro team locale e il nostro partner Nwg. In particolare ci stiamo concentrando sulla realizzazione di celle colorate per consentire l'integrazione dei moduli nei distretti storici». Quella italiana è una delle 24 filiali di Tenesol all'estero e per Claude Escala è e sarà un mercato «del fotovoltaico non solo per il grado di irradiamento ma anche perché il solare potrebbe essere la chiave per ridurre il costo dell'energia che in Italia è particolarmente alto. E Tenesol vuole giocare il proprio ruolo». I kit chiavi in mano fino a 50 Mwp gestiti da Nwg potranno essere ampliati fino a 60 Mwp in futuro.
Dal 1983 “coltiva” l'energia sui tetti
Ecco alcune cifre: con due stabilimenti di produzione, 170 megawatt di picco di pannelli costruiti all'anno, un fatturato di 300 milioni di euro, 14.000 installazioni nel mondo, 500 parchi solari e un milione di metri quadrati di soluzioni installate in tutto il mondo, Tenesol si piazza ai primi posti del settore, è leader indiscusso in Francia e punta da sempre all'internazionalizzazione da quando nel 1983 fu l'Africa a fare da sfondo al debutto della compagnia (50% Total e 50% Edf) che utilizzò i primi pannelli per fornire l'energia per il pompaggio dell'acqua.
Progetti fuori dalle righe
Dal vivo stupisce vedere come un semplice tetto possa risolvere i problemi di fornitura elettrica, anche per una scuola. E' quello che accade nell'istituto Joseph Gallieni di Tolosa, dove un sistema integrato e su misura di pannelli fotovoltaici, pari a 300 metri di tetto, garantisce l'energia per i 1.400 studenti della scuola. In questo caso Tenesol ha lavorato a stretto contatto con l'architetto Claude Vasconi per realizzare la “galleria” solare con moduli che lasciassero passare la luce solare ma non l'acqua piovana. Il sistema produce 140 mila kilowatt/ora di elettricità all'anno, il fabbisogno dell'istituto.
Sulla stessa linea, ma in un contesto diverso, si inserisce l'investimento fatto da Philippe Dayde nella sua azienda vinicola a Lombard: un sistema da 1,3 Mwp costituito da 4.433 moduli fotovoltaici su tre livelli, in cui sono stati utilizzati i pannelli più performanti (TE3000).
Alessandro Noto
18 Aprile 2011