Grazie al lavoro di Cia (Confederazione italiana agricoltori) e università di Salerno, sono state realizzate le prime patate italiane di qualità coltivate con il compost ottenuto dalla parte organica dei rifiuti domestici estendendo così la sperimentazione già avviata su alcune varietà di insalata.
Secondo quanto spiegato dagli esperti della Cia, anche i tuberi possono essere tranquillamente fertilizzati con questo compost e i risultati sono ottimi, perché il prodotto giunto a maturazione è di grande qualità e gradevole al gusto.
Sono state ribattezzate con il nome di “riciclelle” e sono la dimostrazione che si può fare agricoltura dando un contributo importante all’ambiente e risparmiando.
E’ bastato recuperare e “compostare” la parte organica dei rifiuti di poche famiglie, per ottenere un fertilizzante utile alla produzione di patate in grado di soddisfare una porzione delle loro esigenze alimentari.
Si tratta di un processo di riciclaggio completo: tale processo, una volta irreggimentato, potrà attenuare anche il problema della spazzatura divenuto una complicazione annosa e gravosa in molte aree del Paese.
21 Luglio 2010