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Stadi, i bianconeri diventano "verdi"

Juventus, Siena e Udinese hanno già avviato i lavori per le loro "case" di proprietà: strutture polivalenti, remunerative e soprattutto sostenibili

Polivalente, d'accordo. Remunerativo, si capisce. Ma il futuro stadio di proprietà, ciò cui ambiscono tutti i club calcistici italiani, sarà anche ecocompatibile.

Non è un caso se le società che sono più avanti di tutte sono anche quelle che, nei loro progetti, hanno posto maggiore attenzione all'impatto ambientale e al risparmio energetico del loro futuro impianto. Si tratta di Siena, Juventus, Udinese, con quest'ultima che vince, al momento, il premio dello stadio più "verde".

Il nuovo "Friuli", che verrà ultimato nel 2012, sarà infatti realizzato dal gruppo Plo-Le Ville Plus, impresa di costruzioni specializzata in edilizia sostenibile. Suo è il primo progetto al mondo di stadio multifunzionale e costruito secondo principi di bioedilizia. Può essere da 100.000 posti o da 30.000, come sarà quello dell'Udinese.

E vediamoli, questi principi: uso di fonti energetiche rinnovabili, isolamento termico e acustico, raccolta e riutilizzo dell'acqua piovana, riduzione delle emissioni di CO2, raccolta differenziata, controllo di irraggiamento solare e ventilazione naturale. Sarà anche utilizzata una centrale di trigenerazione in grado di sfruttare l'energia termica utlizzando come combustibile l'olio vegetale in modo da soddisfare il fabbisogno energetico dell'impianto, ma anche di cedere la parte in esubero alla rete elettrica generale.

E a proposito di collegamenti con la città, vale la pena sottolineare anche che le zone limitrofe all'area dello stadio (la Fiera di Udine, l'Università, il Parco del Cormor) saranno raggiungibili con un impianto funicolare, soluzione chiaramente a basso impatto ambientale.

Il tutto, compresa la copertura realizzata in materiale polimerico traslucido al 100% riciclabile, garantirà anche un forte abbattimento dei costi. Per costruirlo, infatti, "basteranno" 130 milioni di euro. Meno della metà di quanto servirà in altre città.

Entusiasta l'avvocato Luca Pancalli, vicepresidente del Coni e a capo del comitato per l'impiantistica sportiva voluto dal governo Prodi: «L'attenzione all'ecosostenibilità è la vera scommessa per il futuro, non solo per quanto riguarda l'impiantistica sportiva, ma per le infrastrutture in genere. Ed è questo aspetto che distingue, in positivo, il progetto di Udine dagli altri». Sulla stessa linea il presidente del Credito Sportivo, tra i finanziatori dell'opera, Andrea Cardinaletti: «E' un progetto che risponde in pieno al carattere innovativo che il paese si attende».

E gli altri? Anche la nuova casa della Juventus sarà pronta nel 2012, e sarà il primo stadio "riciclato" del mondo. Sorgerà dove sta il vecchio "Delle Alpi", con il materiale del "Delle Alpi". Un modo anche per lavare l'onta degli sprechi dei Mondiali di calcio italiani del 1990 e delle sue cattedrali nel deserto, come, appunto, l'impianto di Torino. Il calcestruzzo recuperato dalla demolizione verrà trasformato in ghiaia, usata per le fondamenta del nuovo impianto. Per un risparmio di 20.000 a metro cubo.

«Il principio è quello della raccolta differenziata - commenta Francesco Ossola, uno dei progettisti - Neanche un grammo del vecchio materiale sarà sprecato». Compreso ciò che non verrà riutilizzato. Acciaio e alluminio saranno inviati in fonderia per il riciclaggio, mentre verranno usati plastica, legno e ceramica. Che costano molto meno del vetro, ad esempio, «e hanno un basso contenuto energetico, perché derivano da processi produttivi che richiedono un minor utilizzo di petrolio».

I vecchi gradoni non solo saranno frantumati e trasformati nei nuovi basamenti (50.000 tonnellate di cemento armato), ma non ce ne saranno di nuovi. Il nuovo stadio, infatti, non avrà né scale, né gradini, né corridoi per raggiungere i vari settori. Traduzione: nessun pericolo, nessuna trappola, nessuna barriera architettonica. E così il nuovo "Delle Alpi", poco più di 40.000 posti, un premio già l'ha vinto. E' quello della Fiaba, Fondazione italiana per l'abbattimento delle barriere architettoniche.

Ed eccoci a Siena. Anzi, poco fuori. Isola d'Arbia, per la precisione. Uno dei tanti splendidi luoghi della campagna toscana, che non sarà minimamente intaccato dalla costruzione del nuovo impianto dove giocherà il Siena. Se sarà "del Siena", non si sa ancora, dato che inizialmente a costruirlo doveva essere il Comune, che però adesso ha fatto una parziale marcia indietro.

Il sindaco Maurizio Cenni, tuttavia, ci crede ancora: «Si tratta di un progetto che rispecchia appieno le caratteristiche del territorio - dice - La struttura si inquadra perfettamente con il paesaggio circostante. Questo sarà lo stadio di Siena, un disegno pensato e voluto per la nostra città. La capienza di oltre 20.000 posti, la qualità della struttura, il rispetto e la coerenza con il territorio, la capacità di offrire servizi e accogliere attività che si sviluppano non solo nei giorni delle partite erano i nostri obiettivi».

Pensata per essere pronta nel 2012, la struttura, disegnata dall'architetto Marco Pavarani (con Davide Marazzi e Paolo Iotti), sarà inserita in una depressione naturale e non intaccherà minimamente il paesaggio. Anzi, le tribune saranno costruite solo su tre lati, mentre su uno dei due lati corti (diciamo la curva) rimarrà un prato che consentirà anche di vedere Siena sullo sfondo. L'area sarà l'ideale anche per concerti ed eventi all'aperto.

Sì, perché non solo la campagna senese non sarà intaccata, ma verrà anche valorizzata. Del progetto, infatti, fa parte anche un parco agricolo finalizzato alla didattica. Il parco, sviluppandosi da ovest ad est nell'avvallamento, metterà in relazione i luoghi circostanti con un percorso ciclopedonale a ridosso del fosso che ne costituirà la dorsale principale.

Lungo il percorso, oltre ad aree attrezzate per la sosta, nel progetto sono collocate piccole strutture sportive immerse nel verde. Previsti anche 2.500 posti auto e 50 posti bus attentamente pianificati al fine di contenerne al massimo l'impatto ambientale.

Se anche il Comune ha fatto male i conti, ed ora non sa se riuscirà a coprire tutti i costi, il Siena non può lasciarsi scappare un'occasione del genere. Come Juve e Udinese. Tre squadre bianconere, che presto saranno un po' più verdi.

Dino Orlandi

02 Luglio 2009

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