Negli ultimi 12 mesi, a partire dal disastroso terremoto de L'Aquila di cui cade l'anniversario, in tutto il mondo sono state registrate almeno cinque scosse di alto livello.
Da Haiti al Cile, dalla Turchia all'Italia. Fenomeni sempre più diffusi e che è impossibile prevedere. La mappa delle zone più sismiche da proteggere. I AM Informazione&Ambiente, a un anno dallo speciale sul capoluogo abruzzese, dedica il numero di aprile ai terremoti con un'ampia panoramica sul tema e sui rischi della audacia umana.
In media in Italia si registrano ogni anno 6-8.000 scosse con dei picchi, come quello abruzzese. «Se il terremoto de L'Aquila fosse capitato nell'area del Parco d'Abruzzo non avrebbe provocato gli stessi danni - ha spiegato Alessandro Amato, dirigente ricercatore dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia nell'intervista ad I AM - Non siamo ancora in grado di prevedere i terremoti, non ci sono ancora dei modelli che spiegano perché si modifica il gas radon».
L'unica possibilità è intervenire preventivamente in alcune zone a rischio segnalandole. Il vero obiettivo, ha aggiunto il dottor Amato, è continuare a studiare i terremotio, ma «i problemi organizzativi legati alla mancanza di prospettive a lungo termine per i nostri giovani ricercatori, ha creato disagi soprattutto quando si vogliono fare programmi di lavoro più in là con il tempo».
Nel numero di aprile anche il disastro del Lambro, un incidente doloso, che a causa di una modifica dell'articolo 137 del testo unico ambientale permetterà ai responsabili di cavarsela con poco. Il reato penale di contaminazione delle acque, infatti, è stato declassato a semplice multa da 3.000 a 30.000 euro.
Le altre notizie: Leaf House, la casa ecologica e la comunità verde, realtà del Gruppo Loccioni ad Ancona, la superpatata Ogm con i pro e i contro, l'Italia dei graffiti tra regole e contraddizioni e infine l'approfondimento sul Salone di Ginevra, dove la case auto puntano sull'ibrido e sull'elettrico, ma sono ancora in forte ritardo.
05 Aprile 2010