Finalmente qualcosa si muove nel mercato del tonno in scatola in Italia. Dopo più di un anno di confronto con il settore e il lancio a gennaio della classifica di Greenpeace "Rompiscatole" sulla sostenibilità del tonno in scatola in Italia, alcune aziende iniziano a fare dei passi nella giusta direzione.
AsdoMar, già tra i primi in classifica, conquista il primo posto per aver dato prova di trasparenza rispetto alle proprie scelte ed essere uno dei pochi che utilizza in parte dei propri prodotti il tonnetto striato - specie considerata in buono stato - pescato con metodi sostenibili (lenza e amo).
Callipo passa nella zona "arancio" grazie allo sviluppo di una politica per l'approvvigionamento sostenibile. Anche Esselunga inizia ad adottare dei criteri per cercare di diminuire l'impatto che la pesca al tonno ha sull'ambiente, salendo di alcune posizioni, seguita da Castiglione.
Passi avanti anche tra i più grandi. Bolton, che con il marchio Riomare copre più del 30% del mercato, si è impegnata formalmente a predisporre prima della fine dell'anno una politica di sostenibilità.
Nostromo invece, secondo marchio più venduto in Italia, rimane sul fondo della classifica, insieme a tonno Mare Aperto della Star, non avendo fatto alcun passo avanti.
La strada per arrivare ad avere sul mercato un prodotto totalmente sostenibile è però ancora lunga: dei 14 marchi in classifica ben 10 continuano a rimanere "in rosso" e nessuno raggiunge la fascia "verde".
«Siamo soddisfatti di vedere che il tema della sostenibilità venga adesso considerato da più aziende - il commento di Giorgia Monti, responsabile della campagna mare di Greenpeace - ma adottare dei principi scritti non basta: bisogna dimostrare di essere in grado di metterli in pratica».
12 Maggio 2010