Valentini, appena rientrato dal Ghana, ha dichiarato le sue perplessità riguardo l’interesse e gli investimenti scaturiti dalla scoperta di un nuovo giacimento di petrolio nello stato africano. “Nell’era dell’antropocene, il più grande esperimento l’uomo l’ha fatto su se stesso, sperimentando sulla propria pelle e non sugli animali i danni provocati dall’inquinamento” è così che Valentini ha invitato a riflettere e ad impegnarsi per cambiare i modelli di produzione, sostenendo la necessità di un’economia etica che certifichi l’etica del prodotto, superandone il valore prettamente monetario.
Il professorClaudio Margottini, ricercatore dell’Ispra e docente all'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, ha illustrato come diffondendo la cultura delle energie rinnovabili e la geotermia superficiale e di profondità, porterebbe ad un impatto ambientale sempre più basso. La “convenienza” da parte degli imprenditori a convertire e innovare la filiera produttiva in termini di sostenibilità ambientale può realizzarsi tramite energie rinnovabili, processi e tecnologie innovative per le produzioni vitivinicole ed agro-alimentari. Di questo avviso il professor Fabio Mencarelli direttore del DISTA, il quale ha evidenziato come intervenendo sulle tecniche di progettazione e produzione si otterrebbe un abbattimento dei consumi e degli sprechi. Da un recente studio su diverse cantine italiane ed estere è emerso come “Il consumo energetico ed idrico sia dovuto in gran parte ad una errata progettazione della struttura delle cantine e all’impiego di metodologie che non tengono conto degli sprechi. Le metodologie del freddo sono un esempio lampante di un consumo non razionalizzato delle aziende”.
In questo clima di ricerca scientifica è intervenuto il professor Andrea Vannini del DIPROP (Dipartimento di Protezione delle Piante), presentando il Master “Nuove professioni: l’ambiente come opportunità”, con l’obiettivo di fornire le conoscenze scientifiche, tecniche, giuridiche, amministrative necessarie per presentarsi sul mercato del lavoro con profili professionali che si stanno imponendo in molti Paesi dell’Europa. “E' necessario partire dalla consapevolezza che la strada percorsa finora non porterà l’uomo ad ottenere i vantaggi sperati ed è in quest’ottica che bisogna valutare le opportunità che la green economy offre per ottenere i risultati sperati, ma questo è possibile solo coinvolgendo tutti gli attori produttori, consumatori e Istituzioni”.
Valeria Rizzo, dirigente del ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, ha – infine – invitato il territorio, Istituzioni locali e cittadinanza, ad una consapevolezza maggiore e ad un interessamento reale delle problematiche ambientali, per diventare promotore delle esigenze del territorio stesso.”
Sono infine intervenute Francesca Rocchi, Presidente di Slowfood Lazio, a sostegno della salvaguardia delle tradizioni della produzione e del consumo e Livia Ortolani dell’AIAB che ha ribadito la necessità di una maggiore collaborazione tra il mondo accademico, istituzionale ed aziendale per incrementare un sempre maggiore sviluppo agricolo seguendo i dettami del biologico.
11 Maggio 2010