Il Protocollo di Kyoto e la sua effettiva utilità contro le emissioni

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Il protocollo di Kyoto è un trattato internazionale di enorme importanza per il futuro del nostro pianeta: redatto l’11 dicembre 1997 a Kyoto appunto, ed entrato in vigore nel 2005, il protocollo si pone come obiettivo principe quello di limitare e ridurre le emissioni inquinanti di gas serra nell’atmosfera. 

Abbiamo già parlato ampiamente del problema rappresentato dall’Effetto Serra e dal Surriscaldamento Globale, strettamente collegati a moltissime altre tematiche come ad esempio il fenomeno delle Piogge Acide. Stiamo parlando di problematiche di portata internazionale e globale, che necessitano di una grande attenzione e di misure volte a ridurre tutti i danni che l’uomo sta arrecando non solo all’ambiente ma anche alla propria esistenza.

I termini del protocollo di Kyoto

Il protocollo di Kyoto prevedeva degli obblighi per i Paesi che lo sottoscrissero (160 per la precisione) ben precisi, da rispettare entro il termine ultimo fissato al 2012. In particolare, secondo il Protocollo di Kyoto i Paesi aderenti avrebbero dovuto ridurre le emissioni di gas serra almeno del 5,2 % rispetto ai livelli registrati nel 1990. 

Per poter raggiungere tale obiettivo, il Protocollo di Kyoto prevedeva anche dei meccanismi flessibili di mercato che permettessero agli Stati aderenti di ridurre le emissioni con costi minimi e guadagnare al contempo crediti in base ai risultati ottenuti.

La questione degli Stati Uniti, che ne sono rimasti fuori

Protocollo-di-kyotoQuello che lascia più sconcertati, è che il Protocollo di Kyoto è stato sottoscritto e ratificato da ben 141 Paesi, 39 dei quali industrializzati. Gli Stati Uniti però, che da soli producono ben il 23,5% dei gas serra a livello mondiale, ne sono rimasti fuori e non hanno voluto aderire perchè questa misura avrebbe danneggiato troppo la loro economia.

La non adesione degli Stati Uniti, oltre a suscitare grande scalpore e disappunto nello scenario mondiale, ha posto dei limiti evidenti al raggiungimento degli obiettivi generali.

Gli strumenti per attuare gli obiettivi del protocollo

Con il protocollo di Kyoto sono stati messi in atto una serie di strumenti che servissero a facilitare il raggiungimento degli obiettivi da parte dei Paesi sottoscrittori, ossia:

Il Clean Development Mechanism

Questo meccanismo permette ad un Paese aderente al Protocollo di Kyoto di realizzare progetti per ridurre le emissioni nei Paesi in via di sviluppo in cambio di crediti.

La Joy Implementation

Questa misura permette di realizzare progetti per la riduzione delle emissioni in un altro Paese appartenente allo stesso gruppo, e utilizzare i crediti derivanti insieme al Paese ospite.

La Emission Trading

Questa misura invece regola il trasferimento e l’acquisto dei diritti di emissione tra Paesi. Un Paese che riuscisse a ridurre le emissioni più della percentuale richiesta, può vendere la quota in eccesso ad un altro Paese che non riesce a ridurre sufficientemente le emissioni, rispettando delle regole ben precise.

Il protocollo di Kyoto oggi: i risultati

Gli obiettivi del Protocollo di Kyoto sono stati raggiunti, ma la strada da fare è ancora lunga: le emissioni di CO2 sono ancora troppo elevate e occorre prendere decisioni ancora più incisive ed importanti per risolvere il problema dei gas serra nell’atmosfera. Una cosa è certa: gli Stati Uniti, alla luce delle recenti affermazioni del nuovo capo dell’EPcon ogni probabilità non cercheranno di intraprendere strade in questo senso e questo è forse il fatto più allarmante.

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