Nucleare, Iea: bene ritorno in Italia
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Per raggiungere gli obiettivi fissati nell'ambito sviluppo delle fonti rinnovabili e della riduzione delle emissioni ad effetto serra, la Cina ha immediata necessità di costruire da subito (cioè in modo che possano entrare in servizio entro i prossimi 4-6 anni) nuovi grandi impianti idroelettrici.
Lo ha affermato Zhang Guobao, capo della National energy edministration, che ha sottolineato come il contributo del grande idroelettrico (cui, in verità, ha anche aggiunto il nucleare) sia fondamentale per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità fissati dalla Cina per il 2020.
Si tratta di un intervento che fornisce una sorta di ufficialità alle numerosi "voci" che da alcuni mesi sono trapelate da ambienti governativi, annunciando il prossimo avvio di una nuova stagione di grandi realizzazioni idroelettriche.
Attualmente la potenza idroelettrica installata in Cina è di circa 197.000 megawatt, pari al 23% della potenza totale installata. Della quota rimanente, oltre il 73% è coperta da impianti a carbone.
Proprio per ridurre le emissioni legate all'utilizzo di questo combustibile, la Cina punta a portare al 15% entro il 2020 il contributo delle rinnovabili sulla comanda complessiva di energia.
Un obiettivo non semplice, visto che nel 2009, ad esempio, il loro contributo è sceso all'8%, rispetto al quasi 9% del 2008.
Secondo Zhang, il ricorso al nucleare e all'idroelettrico, entrambi fonti a zero emissioni, è indispensabile e considerando l'attuale capacità idroelettrica installata e i progetti in via di costruzione, la Cina avrebbe bisogno di almeno 120.000 MW idroelettrici da mettere in cantiere nei prossimi anni.
Invertendo drasticamente il trend dell'ultimo periodo, quando a causa di varie ragioni (ma prevalentemente ambientali e di opposizione delle popolazioni locali) l'approvazione di nuovi progetti è scesa a livelli minimi.
Ovviamente nell'ottica cinese, che considera "minimi" i 14.000 MW idroelettrici approvati nel triennio 2007-2009.
03-06-2010
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