La Scala Richter e la misurazione della magnitudo dei terremoti

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La Scala Richter è attualmente il metodo di misurazione più utilizzato nell’analisi dei terremoti: a differenza infatti della Scala Mercalli permette di ottenere dei parametri più oggettivi e misurabili in modo scientifico. 

Come abbiamo già visto nell’approfondimento dedicato, la scala Mercalli è stata impiegata per diverso tempo ma presenta dei limiti evidenti: l’intensità dei terremoti infatti viene misurata sulla base dell’osservazione dei danni causati ad edifici o persone. Non possiamo certo dire che si tratta di un metodo scientifico: per questo motivo ad oggi la scala Mercalli è stata rimpiazzata dalla Scala Richter, che come vedremo risulta più efficacie ed esplicativa.

Cos’è la scala Richter?

La Scala Richter è stata ideata dal geofisico statunitense Charles Richter e misura la magnitudo dei terremoti, ossia l’energia meccanica che viene sprigionata dal loro ipocentro. Questa misurazione indiretta si basa sull’ampiezza delle onde sismiche, la quale viene registrata attraverso specifici strumenti detti sismografi.

In sostanza quindi, a differenza della Scala Mercalli, la Scala Richter permette di misurare l’intensità di un terremoto sulla base di dato oggettivi, registrati attraverso strumenti affidabili e scientifici. Inoltre, con la Scala Richter si riescono ad eliminare gli inconvenienti della Scala Mercalli: è possibile cioè confrontare l’intensità di due terremoti anche se si trovano in zone con caratteristiche differenti.

I gradi della Scala Richter e la magnitudo dei terremoti

Scala-RichterAl giorno d’oggi, quando si verifica un terremoto, viene indicata la magnitudo: si fa quindi riferimento alla Scala Richter e non ad altri sistemi di misurazione. La magnitudo viene calcolata con parametri piuttosto complessi che in questa sede non avrebbe senso illustrare nel dettaglio: quello che invece può essere più interessante è l’analisi dei diversi gradi. In sostanza, comprendere a cosa corrispondono i vari valori della scala Richter ci permette di comprendere qual è l’intensità del terremoto e il suo grado di distruttività.

Vediamo quindi quali sono i gradi della scala Richter e a cosa possono essere paragonati per comprendere l’intensità di un terremoto:

Dal Primo al Terzo Grado: scosse lievi

Il Primo Grado della scala Richter identifica terremoti molto lievi e quasi impercettibili, mentre con il secondo grado la scossa può essere avvertita nelle immediate vicinanze ma non provoca alcun danno. Un terremoto di 3° grado può causare qualche danno localmente ma siamo ancora in un livello di pericolosità ridotto.

Dal Quarto al Sesto Grado: scosse forti

Dal Quarto al Sesto grado della scala Richter troviamo le scosse di terremoto definite forti, che provocano danni a persone e cose entro un certo limite di distanza. Una scossa di 4° grado equivale alla bomba che venne lanciata su Hiroshima nel 1945, mentre quando si entra nel 5° grado significa che ci si trova in presenza di un sisma distruttivo, con un raggio d’azione di 10 Km, mentre con il 6° grado il raggio aumenta a 30 Km.

Dal Settimo al Nono Grado: scosse distruttive

Un terremoto di 7° grado ha una potenza distruttiva enorme: un esempio di sismi di questo tipo si può rintracciare nel terremoto che colpì San Francisco nel 1906. Dall’ottavo al nono grado della scala Richter ci troviamo invece di fronte a sismi dalla potenza davvero distruttiva: il grado più alto identifica una scossa con potenza superiore di 3 milioni di volte rispetto al 4° grado.

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