La stratosfera: caratteristiche e curiosità

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Con il termine di stratosfera si intende quella fascia dell’atmosfera terrestre collocata all’incirca tra 10 e 45 chilometri di altezza, successivamente alla troposfera e lo strato intermedio. La stratosfera è caratterizzata da una residua presenza di umidità: infatti, fino ad una quota di circa 30 chilometri, si nota ancora un leggero strato di nuvole. L’elevata distanza dalla superficie terrestre non consente alla stratosfera di ricevere il calore proveniente dal terreno: fino ad una certa altezza (bassa stratosfera) la temperatura dell’aria oscilla intorno ai -50°, per poi innalzarsi nell’alta stratosfera a causa dell’ozono, che riceve calore dai raggi del sole.

Al limite estremo della stratosfera, a 45 chilometri di altezza, la temperatura ridiscende a zero. L’ozono si concentra indicativamente tra i 20 e i 30 chilometri di altezza, creando una fascia nota con il nome di ozonosfera. La funzione dell’ozonosfera nei confronti della Terra è importantissima, in quanto si comporta da filtro nei confronti dei raggi del sole, assorbendo i raggi ultravioletti più forti, estremamente dannosi per gli esseri viventi. L’ozono, tramite i raggi ultravioletti, genera calore: questo spiega l’innalzarsi della temperatura nell’alta stratosfera, al confronto con le quote più basse. Negli ultimi decenni, lo strato di ozono è soggetto ad un fenomeno di assottigliamento (il cosiddetto buco nell’ozono), provocato soprattutto dalle emissioni inquinanti di combustibili organici.

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Volare verso la stratosfera

La bassa stratosfera è caratterizzata da una temperatura media di oltre 50 gradi sotto lo zero e da una rarefazione dell’atmosfera, con la presenza di percentuali di ossigeno e altri gas sempre più basse in proporzione all’elevarsi della quota: infatti, già a cinquemila metri di altezza sul livello del mare è facile provare difficoltà respiratorie e malesseri di diverso genere che sopra i settimila, senza un adeguata preparazione, raggiungono il limite della sopportazione.

I voli verso la stratosfera richiedono quindi un particolare equipaggiamento tecnico e una strumentazione sofisticata: in genere, anche gli aerei di linea superano di poco i 10/12 chilometri di quota, al fine di escludere le perturbazioni tipiche della troposfera. Diversi modelli di aerei militari, oltre ad alcuni aerei commerciali, come il Boeing 747 e il Concorde, riescono comunque a volare verso la stratosfera e a mantenere una quota che oltrepassa i 15 chilometri. Attualmente esiste il progetto relativo a Solar Strators, un aereo alimentato ad energia solare in grado di volare fino a 35 chilometri di quota, raggiungendo quindi l’ozonosfera.

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L’esperienza del lancio dalla stratosfera

39mila metri per il paracadutista Felix Baumgartner, 41mila metri per l’ingegnere informatico Alan Eustace: sono questi i record più recenti per il lancio dalla stratosfera, un’esperienza splendida e inquietante al contempo. Si tratta di una performance estrema, che necessita di un allenamento intensivo e di un equipaggiamento speciale, al fine di poter resistere ad una situazione atmosferica alla quale il fisico umano non è predisposto.

Il lancio dalla stratosfera avviene da una piccola capsula che raggiunge l’altezza desiderata mediante un pallone aerostatico e, dopo una caduta libera la cui velocità supera quella del suono, a circa 8mila metri di quota avviene l’apertura del paracadute. Pur trattandosi di una performance più sportiva che scientifica, non manca di un certo fascino: i protagonisti di questa impresa si trovano immersi in un’atmosfera quasi priva di pressione e di ossigeno e, durante la caduta, passano rapidamente da una temperatura bassissima ad una molto più elevata. Inoltre, la velocità supersonica della caduta deve essere supportata da una tuta in grado di resistere perfettamente all’attrito dell’aria, e da un’apertura perfetta del paracadute.

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